Un argine alla crescita immobiliare incontrollata? Da Courmayeur stop temporaneo al Piano casa

Il Consiglio comunale di Courmayeur mette in standby per 24 mesi l’applicazione del Piano casa: un freno temporaneo alla possibilità di ampliare la propria abitazione, almeno ai piedi del Monte Bianco. Resta però la possibilità per i residenti di ampliare del 20%.
Courmayeur - case - Dente del Gigante
Comuni

“Congelare” per 24 mesi la legge regionale 2009 – il cosiddetto “Piano casa” –, e dare sei mesi alla Commissione consiliare speciale per “l’analisi delle criticità derivanti dall’applicazione” della norma. Insomma, un freno temporaneo alla possibilità di ampliare la propria abitazione, almeno ai piedi del Monte Bianco.

Il Consiglio comunale di Courmayeur mette in standby l’applicazione del Piano casa. Una decisione all’unanimità che ha radici profonde: “Questa delibera nasce dopo la legge 17 del 2025, che dà la possibilità ai comuni turistici di poter riprendere in mano una parte delle esenzioni che il Piano casa aveva previsto nel 2009 – ha detto in aula il sindaco Roberto Rota –. Affinché questo fosse possibile, abbiamo dovuto aspettare la delibera di Giunta regionale del 29 maggio scorso con le linee guida”.

Fondamentale, dice sempre Rota, “perché ci fossero linee comuni senza fughe in avanti. Ma ora si rende necessario prendere delle decisioni. I numeri, dal 2009 in poi, sono importati se parliamo dei nuovi insediamenti abitativi. E, per una realtà come Courmayeur sono andati un po’ in senso opposto rispetto allo spirito della legge che voleva realizzare nuove abitazioni”.

“Questa delibera non significa che vogliamo congelare il tutto – ha aggiunto il Sindaco –. Ma salvaguardare da subito la possibilità per i residenti di ampliare del 20 per cento. E questo resterà. Ci siamo presi sei mesi su 24 per inserire regole il più possibile condivise con i portatori di interesse: costruttori, architetti, progettisti ed il mondo dell’edilizia. Servirà trovare un punto di sintesi tra le necessità e le visioni del privato e quelle della collettività, quindi del pubblico”.

Sintesi non banale. Almeno ascoltando le parole dell’assessore comunale all’Urbanistica e alle opere pubbliche Alberto Motta: “Solo il 14 per cento delle pratiche edilizie è per l’ampliamento delle abitazioni. È un trend costante, si parla di circa 3000 m2 per queste pratiche. L’effetto è evidente: ampliamento di superfici, riduzione del verde in un ambiente già saturo, elevati picchi in estate di presenza di cantieri”.

Non solo: “Dal 2009 al 2025 si registra un calo demografico del 15 per cento – prosegue Motta –. E di certo incide la dinamica di mercato per una più remunerativa seconda casa, oltre al rilevante aumento delle quotazioni immobiliari alle quali è difficile accedere trasferendo la residenza”.

Ma c’è dell’altro: “Il Piano regolatore rende critiche le reti infrastrutturali e quelle pubbliche – sempre l’Assessore –. Il Servizio idrico vede, dal 2009 a 2025, un +38,4 per cento di consumi. Dato da leggere anche qualitativamente: con l’aumento delle unità abitative aumentano gli impianti. E un maggior consumo idrico è un aumento del carico sulla rete. È servito quindi un ampliamento dei sottoservizi, e in questi anni l’Amministrazione ha investito oltre 10 milioni, ma non si trova equilibrio negli introiti”:

“Ci sono anche criticità per altri servizi – dice sempre Motta –: l’insufficienza di parcheggi pubblici a rotazione, la difficoltà nella raccolta dei rifiuti e nella distribuzione di energia dove c’è un crescente fabbisogno. E nei periodi di maggiore affluenza le reti risultano insufficienti a sopportare carico integrativo.

Come detto, la palla passerà ora alla nuova Commissione consiliare: “Riteniamo sia un passaggio delicato, che servirà per prendere una decisione definitiva nei prossimi 24 mesi – ha chiuso il sindaco Rota –. Istituiamo una Commissione affinché possa incontrare i portatori di interessi, sentire le diverse visioni e cercare di fare sintesi anche con le necessità di Consiglio comunale, che deve controllare lo sviluppo complessivo di una località e non la singola operazione immobiliare”.

A fare parte della Commissione – oltre al Sindaco e all’assessore Motta, che saranno presenti alle sedute – i consiglieri Sauvage Rolla, Nicole Passino e Lavinia Brigada.

Cosa dice il Piano casa

In Valle il “Piano casa” entra nel vivo: da oggi è possibile aumentare la volumetria

Dal 18 dicembre 2009 è operativo il Piano casa, che disciplina ampliamenti e riqualificazioni del patrimonio edilizio. La legge regionale – la 24 del 2009 – prevede che per gli ampliamenti di oltre il 35 per cento su volumetrie oltre i 2mila metri cubi si debba seguire un percorso normale di autorizzazione, mentre le procedure sono semplificate per gli ampliamenti fino al 20 per cento della volumetria.

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