L’avanzata della Popillia japonica continua a preoccupare i viticoltori della Bassa Valle. A poche settimane dall’inizio dell’estate, l’insetto invasivo ha già provocato danni significativi ai vigneti, con un’intensità che molti produttori descrivono come superiore a quella registrata lo scorso anno. Le aree più colpite sono quelle vicine ai prati irrigui e alle zone più umide, dove la presenza del coleottero risulta particolarmente elevata.
Nel frattempo cresce l’attesa per l’installazione delle trappole a cattura massale da parte del Servizio fitosanitario della Valle d’Aosta, considerate uno degli strumenti principali per cercare di contenere la diffusione dell’infestazione.
Un’infestazione anticipata e sempre più estesa
Secondo gli operatori del settore, quest’anno la comparsa della Popillia japonica è avvenuta con circa due settimane di anticipo rispetto al 2025.
“L’attacco è iniziato circa a metà giugno, quindi quindici giorni prima rispetto allo scorso anno, e gli esemplari sono effettivamente molti di più”, spiega Vittorio Costabloz delle Caves Donnas. “Le zone più colpite sono quelle dell’envers, ma ora l’insetto si sta sviluppando in maniera importante anche sull’adret”.
Le preoccupazioni non riguardano soltanto la Bassa Valle. La diffusione dell’insetto sembra infatti interessare progressivamente anche altri territori della regione.
“La Popillia si sta spostando: non è più un fenomeno limitato alla Bassa Valle, ma si sta espandendo nella Media Valle, anche a Chambave ha causato danni contingenti”, osserva Luciano Zoppo Ronzero dell’Azienda Agricola Pianta Grossa a Donnas. “Se ogni anno la popolazione continua ad aumentare con questi ritmi, il prossimo anno potremmo trovarci davanti a una situazione ancora più difficile”.
Danni visibili in pochi giorni
Le testimonianze raccolte tra i produttori descrivono un insetto capace di compromettere rapidamente la vegetazione, rendendo indispensabile un controllo continuo dei vigneti.
Ad Arnad, Dino Bonin, titolare dell’Azienda Agricola Bonin Dino, racconta come i danni possano manifestarsi in tempi molto brevi. “Nel giro di due giorni hanno provocato danni importanti. Quest’anno si sono dimostrate molto più aggressive rispetto all’anno scorso”.
Situazione analoga anche a Carema, dove il monitoraggio è ormai diventato quotidiano. “La situazione è piuttosto preoccupante, soprattutto nella parte bassa di Carema e la frazione Airale, le coltivazioni sono state maggiormente colpite”, spiega Matteo Bosonetto, presidente della Cantina Produttori di Carema. “I vigneti richiedono un monitoraggio costante, quantomeno giornaliero; se un appezzamento viene intaccato, nel giro di un giorno o due può diventare irrecuperabile”.
Sul versante piemontese, le operazioni di contenimento sarebbero iniziate con qualche settimana di anticipo. “In Canavese le trappole sono state posizionate a partire dalla seconda settimana di giugno circa e le operazioni proseguono ancora, ma da Ivrea in su al momento non sono state installate”, dice ancora Bosonetto.
In Valle d’Aosta, invece, le trappole verranno istallate in questi giorni, con un leggero ritardo secondo le opinioni condivise dai produttori locali.
Attesa per le trappole e ricerca di soluzioni condivise
In Valle d’Aosta i viticoltori attendono ora l’avvio delle operazioni di cattura massale predisposte dal Servizio fitosanitario regionale, mentre prosegue la valutazione dei danni provocati dall’insetto.
“Insieme a Piemonte e Lombardia bisognerà riuscire a trovare una soluzione a questa problematica, perché gli agricoltori non possono ritrovarsi ad affrontare simili difficoltà proprio nel periodo più delicato della stagione”, afferma Sara Manganone di Châteaux Vieux a Pont-Saint-Martin, che sottolinea inoltre come la preoccupazione riguarda anche altre colture. “Non sono colpiti soltanto i vigneti: anche gli alberi da frutto e gli orti familiari stanno registrando numerosi problemi”.
Per il comparto vitivinicolo valdostano le prossime settimane saranno decisive. L’efficacia delle misure di contenimento e l’evoluzione dell’infestazione determineranno infatti l’entità delle conseguenze sulla produzione di quest’anno e offriranno indicazioni utili per affrontare le stagioni future.








