Lella Lombardi, Signora della Formula Uno

A tutt’oggi, una sola donna ha infranto, parecchi anni fa ormai, il tetto di cristallo della parità di genere in Formula Uno. È Maria Grazia, per tutti “Lella”, Lombardi, a punti in un rocambolesco e tragico Gran Premio di Spagna nel 1975.
Lella Lombardi
Gioie e Motori

A tutt’oggi, una sola donna ha infranto, parecchi anni fa ormai, il tetto di cristallo della parità di genere in Formula Uno. È Maria Grazia, per tutti “Lella”, Lombardi (qui nella foto dal sito lellalombardi.it), a punti in un rocambolesco e tragico Gran Premio di Spagna nel 1975. Figlia di un salumiere, dimostra presto di preferire alla nobile arte norcina quella altrettanto nobile della guida, conducendo il furgone delle consegne.

La passione è travolgente e la gavetta è tanto lunga da forgiare un carattere che, già di suo, non difettava certo di determinazione e di fiducia in sé. Gli inizi sono più che promettenti. Dopo la Formula Tre, nel 1970 vince la Formula 850 con quattro successi parziali su dieci appuntamenti e, l’anno successivo, è campionessa della Formula Ford Mexico. Arriva in Formula Uno nel 1974 per un’apparizione, nelle qualifiche, al Gran Premio di Gran Bretagna, a Brands Hatch. Nel 1975 disputa (quasi) l’intera stagione. Il Gran Premio del Sudafrica, sulla pista di Kyalami, vede Lella qualificarsi per la gara ed eguagliare così il primato di Maria Teresa de Filippis, che riuscì nell’intento diciassette anni prima al Gran Premio del Belgio.

Siamo al 27 aprile. Si corre il Gran Premio di Spagna, sull’insidioso circuito cittadino del “Montjuïc”. Dopo gli anni del rischio accettato come ingrediente naturale e potenzialmente fatale delle corse, germogliano i primi aneliti di sensibilità per la sicurezza. I piloti protestano, mandano a monte le prove libere del venerdì, macabro presagio di ciò che sarebbe avvenuto la domenica.

È il giro numero venticinque. Rolf Stommelen, tedesco dell’Ovest che porta in gara la “Embassy Hill”, la scuderia del due volte iridato Graham, è vittima di un terribile guasto meccanico. Il distacco dell’alettone posteriore sconvolge la deportanza della macchina e Stommelen, divenuto così inerme passeggero, si schianta contro le tribune: bilancio, quattro morti e numerosi feriti.

Diversamente dalla tradizione dello show must go on, il Gran Premio viene interrotto e il punteggio assegnato ai piloti ridotto alla metà. Lella Lombardi era sesta, in quel momento, e conquista così mezzo punto. La sua monoposto, una March751” sponsorizzata Lavazza. Lella passa alla storia e purtroppo non bisserà l’impresa, neppure nel 1976, alla guida della March “761” e della Brabham “BT44B”. Ma sarebbe ingeneroso circoscrivere la sua carriera in quel sesto posto e addirittura oltraggioso accreditarlo ad una performance fortunata in una corsa anomala.

Nella categoria “Sport Prototipi”, nel 1975 con Marie-Claude Beaumont quale coéquipier a bordo della Alpine Renault “A441”, è quinta nella “1000 Km del Mugello”, dove ottiene anche il secondo posto di classe. Le ragazze si ripetono con la quarta piazza e questa volta con la prima di classe alla “1000 Km di Monza”. Nel 1976, ancora quinta e prima di classe alla “6 Ore di Silverstone” con la Porsche “934 Turbo”. Nel 1977, è quarta e prima di classe nella “6 Ore di Vallelunga” su Porsche “Carrera”.

Nel 1979, regala alla Osella “Pa 6 BMW” il quarto posto e il primo di classe alla “6 Ore del Mugello”, con al fianco il mitico Giorgio Francia. L’apoteosi, alla “6 Ore di Pergusa” e alla “6 Ore di Vallelunga” con Francia, con le vittorie assolute sempre assecondata dalla Osella. Nel 1981, ancora prima al Mugello. Passata alla categoria “Turismo”, Lella, con l’Alfa Romeo “Alfetta GTV6” conquista successi di classe a ripetizione. Un male incurabile se la porta via prematuramente il 3 marzo 1992, quando non aveva ancora compiuto cinquantuno anni.

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