Una storia dedicata al ritorno alla libertà di un pangolino conquista il pubblico del Gran Paradiso Film Festival. “Pangolin: Kulu’s journey” di Pippa Ehrlich ha vinto lo Stambecco d’Oro e lo Stambecco d’Oro junior della ventinovesima edizione della manifestazione, conclusa sabato 1 agosto alla Maison de la Grivola di Cogne.
La regista sudafricana, premio Oscar per “My Octopus Teacher”, era presente alla cerimonia di premiazione ed è stata intervistata dalla direttrice artistica del festival Luisa Vuillermoz. Nel corso dell’incontro ha ripercorso il lavoro creativo e professionale che accompagna la realizzazione dei suoi documentari.
“Ho scelto di raccontare ‘piccole storie’ capaci di rappresentare questioni più grandi perché credo che questo sia il modo migliore per raggiungere il cuore delle persone”, ha spiegato Ehrlich. “Il destino del nostro mondo è determinato dall’insieme delle azioni individuali. La mia speranza è che il pensiero e le emozioni suscitate da queste ‘piccole storie’ possano estendersi al modo in cui affrontiamo le enormi sfide del nostro tempo”.

A Pippa Ehrlich il Legacy Award 2026
Durante la serata alla regista è stato consegnato anche il Gran Paradiso Film Festival Legacy Award 2026, riconoscimento assegnato per il contributo dato al cinema naturalistico e alla sensibilizzazione sui temi della tutela ambientale.
“Il cinema può fare qualcosa che il dibattito mediatico non riesce più a fare: emozionare senza semplificare”, ha osservato Vuillermoz. “L’immagine di un pangolino che torna in libertà, girata da Pippa Ehrlich, resta addosso per giorni. Il cinema documentario ha la pazienza del tempo lungo, lo stesso tempo della natura”.
Secondo la direttrice artistica, i documentari non possono risolvere direttamente i problemi legati alla convivenza tra uomo e fauna selvatica ma possono contribuire a modificare l’immaginario collettivo e il terreno emotivo sul quale vengono assunte le decisioni.
Presenze in crescita del 35 per cento
Il presidente di Fondation Grand Paradis, Michel Martinet, ha sottolineato l’aumento del pubblico registrato durante la prima settimana del festival.
“L’incremento del 35 per cento delle presenze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno rappresenta un dato particolarmente significativo”, ha dichiarato. “È un risultato corale che conferma il festival come un appuntamento culturale radicato nel territorio e capace di richiamare un pubblico sempre più ampio attorno ai temi del cinema, della natura e della contemporaneità”.
Il pubblico ha assegnato anche il premio CortoNatura a “For deer life” della giovane regista austriaca Yaz Ellis.
I riconoscimenti della giuria tecnica
La giuria tecnica ha attribuito sei premi alle opere in concorso. Il riconoscimento per il miglior cortometraggio è andato a “Elephant in the Room” di Jura Bakx, mentre il premio Fondazione Orestiadi di Gibellina è stato assegnato a “Pelagos, voyage au large de la Méditerranée” di Frédéric Larrey e Thomas Roger.
La menzione speciale è stata conferita a “2000 jours au Paradis” di Véronique, Anne ed Erik Lapied. Il premio per la migliore immagine è andato a “Le Chant des forêts” di Vincent Munier.
La giuria ha inoltre premiato “Orchids: Darwin’s Conundrum” di Thomas Cassar per il miglior sguardo scientifico e “Escargot, le grand voyage du petit-gris” di Lucas Allain e Basile Gerbaud per la migliore sceneggiatura.
Il festival prosegue online e nelle valli
Il Gran Paradiso Film Festival proseguirà online dal 2 al 7 agosto e con appuntamenti a Valsavarenche, Villeneuve, Rhêmes-Saint-Georges e Aymavilles.
Tutti gli eventi sono gratuiti su prenotazione. Il programma completo e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito del festival.
