“Siamo aperti a ogni consiglio o suggerimento, ma non accettiamo lezioni da chi non vuole tenere conto delle esigenze e delle particolarità della Valle d’Aosta”. Questo pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa, il presidente del Celva Elso Gerandin ha riportato ai giornalisti il giudizio espresso dall’Assemblea del Celva-Cpel sulla manovra finanziaria, rispondendo allo stesso tempo, con qualche giorno di ritardo, alle durissime parole pronunciate dal capogruppo del Pdl, Massimo Lattanzi.
La settimana scorsa, replicando alle esternazioni di Rollandin rilasciate dopo la Conferenza delle Regioni a Roma, Lattanzi aveva dichiarato che “a essere veramente devastante non è la manovra ma lo sperpero di denaro pubblico che si registra in Valle d’Aosta, dove i comuni presentano avanzi di amministrazione, così come 128 milioni di euro di avanzo della Regione nel 2010 che in questi giorni stiamo riposizionando”.
Nel suo intervento, invece, Gerandin ha ribattuto sostenendo che “non si tratta di sprechi, ma di risposte concrete alle esigenze del territorio e della gente che ci vive, nonché di misure che denotano attenzione nei confronti dei cittadini: la Valle d’Aosta rappresenta un esempio da seguire sia come valore aggiunto al tessuto produttivo che dal punto di vista del dialogo inter istituzionale”.
Tornando alla manovra, il presidente del Celva ha inoltre aggiunto che “l’attuale testo può avere ripercussioni negative in particolare sulle autonomie speciali”, riconoscendo comunque che fuori Valle la situazione è peggiore. “Ci sono comuni in grave difficoltà, con i bilanci in rosso – ha continuato – ma nella nostra regione la situazione è diversa”.
Secondo Gerandin, la differenza è determinata “dalla capacità che abbiamo avuto di imporre delle regole ben definite per evitare l’indebitamento: ora abbiamo ancora risorse non solo da destinare agli investimenti, ma anche da dedicare ai servizi alla persona, che tra l’altro producono importanti ricadute sull’occupazione, fatto non trascurabile in questo particolare momento di crisi”.
Ma c’è di più, perché gli enti locali non sono comunque rimasti a guardare, intraprendendo la strada della gestione associata dei servizi. “Perché se da un lato vogliamo ridurre i costi di gestione e le spese correnti – ha concluso Gerandin – dall’altro siamo impegnati a definire uno standard di costi minimi sotto il quale ci sarà l’obbligo di mettere in atto la gestione associata: contiamo di arrivarci entro la fine dell’anno”.
