L’articolo 14 della manovra bis, varata venerdì scorso dal governo e prossima ad approdare in Senato, continua a far discutere. Sulla riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri regionali, oltre che sul taglio degli stipendi, previsti “per le Regioni con popolazione fino a un milione di abitanti” è intervenuto anche il Pdl.
Dalle pagine del suo blog, Enrico Tibaldi è stato chiarissimo: “Condivido, nell’insieme, le disposizioni rigoriste che il Governo Berlusconi ha previsto per tutti gli organi politici e per tutti gli enti territoriali d’Italia”.
Per il consigliere, “l’emergenza nazionale non può vederci indifferenti o addirittura stizziti se lo Stato ci chiama a concorrere alla riduzione della spesa pubblica e soprattutto a tagliare, anche noi in Valle d’Aosta, i numeri e i costi della politica. La Regione e gli enti locali valdostani devono contribuire a fare la loro parte”.
E poi risponde indirettamente ai colleghi Cerise e Caveri, secondo i quali “mai e poi mai una legge ordinaria dello Stato può incidere sullo Statuto d’Autonomia, che è di rango costituzionale”.
“Chi si scandalizza della manovra varata del Consiglio dei Ministri – ha scritto Tibaldi – dimostra di credere ancora di vivere nel paese di Alice e, analogamente, chi si oppone pervicacemente anteponendo la carta statutaria quale dogma invalicabile per qualsiasi norma statale che includa anche il nostro ordinamento evidenzia una difesa ormai anacronistica e insostenibile di una situazione politica che non ha ragion di permanere così com’è”.
Segue invece una linea più soft Alberto Zucchi, coordinatore vicario del Pdl. “No a colpi di mano dello Stato attraverso leggi o decreti – ha dichiarato – ma al tempo stesso bisogna intervenire e fare qualcosa per ridurre i costi della politica in Valle d’Aosta”. Più in particolare, per Zucchi “dobbiamo giocare d’anticipo ed essere bravi a dare il buon esempio. ‘Maitres chez nous’ vuol dire questo: agire noi per risolvere una situazione e non farlo fare da altri”.
