“Le proposte contenute nella manovra, di riduzione tout court del numero dei Comuni e delle Province non appaiono sufficienti per riequilibrare la spesa della politica, ma risultano essere un attacco alle piccole realtà che si trovano in maggior parte nelle zone montane e una volontà di accentrare nelle mani di pochi tutte le decisioni”.
E’ questa la posizione dell’Alpe riguardo al decreto legge della manovra finanziaria che il governo Berlusconi porterà al Senato la prossima settimana, con il tentativo di mettere qualche toppa al miliardario debito pubblico.
L’esecutivo del partito che si è riunito ieri sera per un approfondimento, ritiene che la riduzione della spesa pubblica e della politica non passi quindi solo attraverso la riduzione del numero degli Amministratori, ma soprattutto attraverso a una riduzione netta dei compensi e delle indennità degli amministratori regionali e comunali, una riduzione e una razionalizzazione dei servizi e del personale tra i diversi Comuni, una “sburocratizzazione” dell’amministrazione e un’attenta razionalizzazione dei “doppi o tripli incarichi” e prevedere norme che vietino l’accumulo di stipendi e indennità per gli amministratori.
“In Valle d’Aosta, con la Giunta Rollandin, negli ultimi tre anni – scrive oggi in una nota Chantal Certan, segretario del Movimento – le strutture (con relativi assessori, dirigenti, segretari) sono aumentate sensibilmente e non diminuite come promesso”.
Infine, l’Alpe si è detto disponibile “alla condivisione di proposte autonomiste e federaliste della “Valle d’Aosta” con tutte le parti sociali e le forze politiche e a valutare, condividere e approfondire eventuali proposte con i Parlamentari valdostani, partiti e movimenti che, con senso di responsabilità, ritengano importante adottare una linea comune per il futuro della Valle d’Aosta”.

