Assegnò mansioni superiori rispetto al contratto, condannato a risarcimento

Roberto Domaine, attuale Soprintendente per i beni e le attività culturali, dovrà versare 12 mila alla Regione, che a sua volta era già stata condannata a risarcire alla donna quasi 20 mila euro.
Palazzo regionale
Cronaca

Aveva assegnato a una propria dipendente mansioni superiori a quanto previsto dal contratto e ora dovrà versare 12 mila alla Regione, alla quale la donna aveva chiesto, ottenendolo, un risarcimento di quasi 20 mila euro. Oggi, ad essere condannato dalla Corte dei Conti al pagamento della cifra è stato Roberto Domaine, attuale Soprintendente per i beni e le attività culturali.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2000 ed il 2006, quando Domaine era dirigente della Direzione Agricoltura-Ufficio credito agrario, mentre la donna era inquadrata nel secondo livello del Ccnl degli addetti forestali per l’attuazione di specifici programmi approvati dalla Giunta regionale. Assegnata alla Direzione Agricoltura – Ufficio credito agrari, fu adibita da Domaine a "mansioni amministrative di concetto proprie dell’impiegato di livello superiore del Ccnl agricolo – scrivono i giudici – consistenti, tra le altre cose, nel controllare a campione le assenze e gli straordinari del personale e nell’elaborare atti amministrativi relativi a mutui di competenza dell’ufficio’.

Insomma, i giudici hanno decretato che Domaine ‘ha violato disposizioni normative imperative‘ e ‘tale condotta illecita risulta connotata da colpa grave, in quanto realizzata in violazione di norme chiare, espressioni di regole in vigore da decenni e di principi basilari pacificamente applicati dalla giurisprudenza’. Riguardo alla cifra da risarcire, la cifra non corrisponde a quanto ricevuto dalla donna da parte della Regione perchè secondo la sentenza della Corte dei conti depositata nei giorni scorsi, nell’amministrazione pubblica ‘devono ritenersi sussistenti spesso anche corresponsabilità di altri soggetti non individuati o individuabili’.

Domaine, da parte sua, si era difeso spiegando di essersi ‘trovato a lavorare in una struttura priva di dipendenti aventi la qualifica di settimo livello senza porter quindi agire diversamente, altrimenti si sarebbe prodotta una paralisi dell’attività della Direzione". 

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