Dopo due lunghi giorni di Consiglio regionale, l’ultima assemblea prima della pausa estiva si è chiusa affrontando il tema della proposta di riforma della Costituzione all’esame del Senato attraverso due risoluzioni, presentate rispettivamente dai componenti di maggioranza della prima Commissione “Istituzioni e autonomia” e dai Consiglieri dei gruppi Alpe e PD.
Il Consiglio ha approvato la prima con 25 voti favorevoli e 8 astenuti (Alpe e PD), nella quale s’impegna “il Presidente della Regione, invitando altresì i parlamentari valdostani, ad azioni, concertate con il Consiglio Valle, a difesa dell’autonomia speciale della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e delle sue prerogative per contrastare la campagna in atto contro la specialità, in accordo con le altre autonomie speciali, e a vigilare sui contenuti delle riforme in divenire”.
Il Presidente della prima Commissione “Istituzioni e autonomia”, Alberto Zucchi (PdL), dopo aver ripercorso le tappe che hanno portato alla presentazione della risoluzione, a seguito dell’audizioni con i parlamentari valdostani, ha affermato che “si è cercato di unire un po’ le suggestioni anche dei gruppi di minoranza, ma non ci sono stati i presupposti per arrivare a una totale condivisione del testo”.
Per il Consigliere Roberto Louvin (Alpe) "il disaccordo di fondo si riassume in due termini: la maggioranza fa riferimento solo alla difesa dell’autonomia, ma i parlamentari hanno chiesto di esprimerci sulla riforma costituzionale nel suo complesso e noi su questo vogliamo e dobbiamo esprimerci. Sono tre i punti che ci differenziano: i comportamenti irresponsabili di alcune forze politiche; la condanna del sistema semi-presidenzialistico; il Senato federale, la cui proposta non è quella auspicata”.
Nella discussione è intervenuto anche Luciano Caveri (UV): “E’ evidente che ci troviamo in una clima di crescente ostilità nei confronti delle autonomie speciali. Per quanto riguarda la riforma, la posizione negativa del Senatore Fosson è stata limpida e comunque non c’è possibilità che questa arrivi alla conclusione. Il testo contiene comunque degli elementi di delusione: il Senato federale così come la riduzione dei parlamentari è affrontata in maniera minimalista”.
“Il testo della minoranza ha cercato di raccogliere le istanze dei due parlamentari ed è in linea con il voto del Senatore Fosson – ha precisato nel suo intervento Raimondo Donzel (PD) –. Piuttosto, l’imbarazzo nella maggioranza è quello di avere al suo interno esponenti del PdL che a Roma insieme alla Lega hanno affossato la riforma costituzionale. Oggi si vuol far credere che è la minoranza che non vuole condividere il testo. Si è disposti a perdere pezzi di autonomia pur di preservare i voti e le esigenze del PdL”.

