“Ci siamo innamorati strada facendo, certamente c’è una stima reciproca che è cresciuta nel corso del tempo”. Così Antonio Fosson, senatore, parla del collega Roberto Nicco, deputato, dopo un’intera legislatura condivisa a Roma nella consueta conferenza stampa di fine anno dei parlamentari valdostani. Se le loro posizioni erano su fronti opposti durante il ‘regno’ di Silvio Berlusconi, le vedute si sono avvicinate con l’arrivo di Mario Monti alla guida del Governo.
“L’autonomia è in pericolo”
Se questo esecutivo tecnico doveva essere “Salva Italia” in realtà si è rivelato “uccidi autonomie” dicono Nicco e Fosson. “Il rischio che le specificità vengano colpite e sminuite fino a ridurle a un nulla è realte” dice il senatore. “Questo governo ha preso decisioni d’imperio senza nessuna concertazione con le regioni e il presidente Rollandin ne è buon testimone”. Insomma, il feeling che si era creato con il Professore quando, presentandosi alle Camere, aveva sottolineato l’importanza delle autonomie locali è durato ben poco e il sostegno iniziale si è trasformato in contrarietà assoluta.
L’opinione su Monti
Non meno deciso è il giudizio sul premier uscente. “Monti è una persona difficile da capire: doveva tornare ai suoi studenti e invece così non è stato” dice Antonio Fosson. “Ora Monti vuole tornare a fare il premier – aggiunge il deputato – ma dovrebbe dimettersi da senatore a vita. Troppo facile mettersi in un angolo e stare a guardare. E’ un atteggiamento svilente per il suo ruolo”. Per i parlamentari valdostani la conclusione della legislatura è stata “brusca e raffazzonata” con troppi provvedimenti, anche urgenti, lasciati in sospeso.
Chi lascia la poltrona e chi, forse, no
Uno ha detto: “Sono a disposizione del Movimento”. Antonio Fosson non esclude la possibilità di ricandidarsi alle prossime elezioni ma a condizione che “il mio partito me lo chieda e se non ci saranno altre forze, magari più giovani, disponibili”. Chi mette la parola fine all’esperienza romana è invece Roberto Nicco, candidato nel 2008 per l’Alleanza autonomista progressista di centrosinistra, che dice: “Non mi ripresenterò anche per motivi personali, ma non mi sembra che ci sia disponibilità nelle forze politiche. Mi auguro che vinca Bersani, ma ritengo concluso il mio impegno in perlamento”.