"Quando uno governa male, deve andare a casa". Si è chiusa con questa invocazione di Raimondo Donzel, ieri sera in Piazza Severino Caveri, la serata campagna elettorale della lista PD- Valle d’Aosta Bene Comune (che in realtà ha vissuto l’ultimo atto solo questo pomeriggio con l’intervento dell’On. Pia Localtelli). “Da regione più ricca d’Italia è diventata una regione depressa – ha spiegato Donzel – ma noi siamo convinti che la Valle d’Aosta può davvero cambiare, voltare pagina e avere un governo finalmente più vicino e più attento alle istanze dei cittadini”. Una convinzione che lo stesso Donzel ha ribadito ai margini dell’incontro ai microfoni di AostaSera, dichiarando di essere molto ottimista: “Pensiamo di migliorare il risultato ottenuto dal PD nel 2008, guadagnando un altro seggio, e poi se arriva l’onda giusta, come sto avvertendo, credo che la nostra coalizione possa anche vincere al primo turno”.
Tornando indietro di un paio d’ore, l’ampio programma della festa organizzata per la chiusura del lungo mese di comizi prevedeva un ospite d’onore: il deputato del PD Pippo Civati. Il suo intervento dal palco di piazza Severino Caveri, atteso attorno alle ore 20,30, è stato anticipato per via delle condizioni meteorologiche che sembravano promettere pioggia. E invece, ci ha pensato proprio lui a scaldare il pubblico presente, ironizzando subito sulla ferrovia valdostana: “Volevo arrivare ad Aosta in treno, ma non ci si può venire. Da Milano facevo prima a fare un weekend. Però avete l’aeroporto. Perché poi l’Italia si rovescia in questi termini: non c’è il treno, non c’è l’elettrificazione, però facciamo l’aeroporto intercontinentale che superi Malpensa. L’ambizione è quella, no?”.
Rimanendo in ambito locale, il deputato del PD ha parlato anche di Autonomia. “Mi da l’idea di un fortino che si chiude e che fa entrare solo qualche amico con la parola d’ordine. Cioè, se sei amico dell’Union Valdôtaine, puoi entrare”. Sul proprio partito, invece, ha speso parole ancora una volta severe. "Il PD che state costruendo in Valle d’Aosta è il partito aperto che vorrei a Roma", prima di virare sull’attualità e le questioni di rilevanza nazionale. “Questo mondo che cambia deve farci riflettere su come consumiamo, sulle scelte energetiche, sul turismo e sulle modalità con le quali svilupparlo, come la cultura che è la nostra unica risorsa”. Prima di concludere con un pensiero sul cambiamento. “E’ la parola più abusata della politica – ha spiegato – cerchiamo di aggiungerci la parola umanità, che è il rapporto con le persone: la verità è che abbiamo davvero bisogno di guardare avanti”.



