Ferrovia, Alpe manca un disegno complessivo

Mantenere alta l'attenzione e ottenere risposte definitive dall'amministrazione regionale. Sono queste le linee guida di Alpe riguardo il taglio delle corse valdostane prima minacciato e poi ritirato da Trenitalia la settimana scorsa.
Politica

Mantenere alta l’attenzione e ottenere risposte definitive dall’amministrazione regionale. Sono queste le linee guida di Alpe riguardo il taglio delle corse valdostane prima minacciato e poi ritirato da Trenitalia la settimana scorsa. Un problema, quello dei trasporti, che nelle valutazioni del direttivo del ‘Galletto’ è tutt’altro che risolto, anzi: “La situazione è molto drammatica – commenta il Presidente Piero Floris durante la conferenza stampa convocata questo pomeriggio – e in questo momento è fondamentale continuare a battere il ferro. Sui trasporti in Valle manca completamente una politica e una visione da parte dell’amministrazione regionale, un disegno complessivo”.

Mancanza di un disegno sul quale si focalizza anche Mari Pia Simonetti, consigliera del Direttivo Alpe: “Negli anni ho visto il progressivo peggioramento della linea ferroviaria mentre i costi lievitavano inspiegabilmente. Queste però non sono fatalità ma responsabilità delle quali farsi carico, e qualcuno dovrà pagarne. La ferrovia è stata chiusa per tre anni dopo i danni causati dall’alluvione del 2000 e non è stato fatto niente, non si è ‘approfittato’ per rifare la tratta. Oggi non c’è un progetto né un programma e rischiamo di rimanere paralizzati ancora per anni”.
Problema nel problema, dato che la possibilità di acquisire le competenze della tratta c’era eccome: “Nell’ottobre 2010 è stato emanato un Decreto – prosegue Simonetti – che passava le competenze alla Valle d’Aosta, ma nessuno ha mai attivato alcuna trattativa. Ora abbiamo la data del 30 giugno entro la quale, se non sigleremo un’intesa che chiarisca le competenze, perderemo i famosi 500 milioni previsti dallo Stato per la nostra ferrovia”.

Quali però le prospettive che Alpe mette sul tavolo? Anzitutto la presa in considerazione dei tanti studi di fattibilità presentati negli anni – non ultimo quello realizzato da RFI nel 2010 sull’elettrificazione della linea – ma non solo: “Un passo importante potrebbe essere quello di inserire il ‘biglietto integrato’ – spiega Livio Dezzutto, consigliere nel Direttivo Alpe e ferroviere – perché gomma e treno collaborino, e i trasporti su strada rinforzino le zone nelle quali il treno non può arrivare. Bisogna dare risposte alla gente in un momento nel quale la clientela è aumentata e nella quale spesso i treni non bastano Questo però è un governo che vive alla giornata e non si capisce che via voglia prendere attraverso una continua ‘politica delle emergenze’ che tampona solo le falle. Il ‘Tavolo tecnico’ proposto dalla maggioranza, ad esempio, si sarebbe dovuto fare a dicembre quando l’assessore Marguerettaz era stato informato da Trenitalia dei mancati pagamenti, non adesso all’ultimo momento. Anche questa volta abbiamo dovuto attendere la minaccia della chiusura del servizio”.

 

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