Crisi di governo, depositate le dimissioni degli otto assessori

Domani la presa d'atto delle dimissioni da parte del Consiglio regionale poi i 60 giorni per trovare una nuova maggioranza. In caso di fallimento si andrà ad elezioni anticipate.
Augusto Rollandin nell'aula del Consiglio regionale
Politica

Come annunciato questa mattina dopo il vertice fra Uv e Stella Alpina le dimissioni degli 8 assessori regionali sono state depositate, poco dopo le 15, e trasmesse al Presidente del Consiglio regionale che domani inviterà l’aula a prenderne atto. Da quel momento la Giunta regionale resterà in carica a gestire l’ordinaria amministrazione per 60 giorni, tempo in cui dovrà essere trovata una nuova maggioranza. Se l’impresa dovesse fallire la conseguenza diretta sarebbero le elezioni anticipate, auspicate, sembra in queste ore, da una parte dei consiglieri di maggioranza, primo fra tutti il Presidente. 

Aspettando la discussione di domani, è il sito dell’Union Valdotaine a commentare a tambur battente gli avvenimenti delle ultime ore. In un post senza firma dal titolo "Senza guida e senza timone" il Mouvement spiega come "tutto ciò si è consumato producendo un mese di inattività, di paralisi, di immobilismo, “per il bene dei valdostani”. Bisognava finirla con un uomo solo al comando. Ora è molto meglio, senza comandanti, senza nessuno al comando."

E ora che fare? Si chiedono i vertici dell’Uv. "Qualcuno certamente lo saprà…Perché se si ha un disegno, allora, almeno, c’è una ragione per aver fatto tutto ciò al fine di rovesciare un risultato elettorale che aveva designato, seppur con numeri esigui, una maggioranza.  – si legge sul sito Uv – Se invece, come (quasi) tutti immaginano, non c’è nessuna idea di dove andare a parare siamo di fronte al più sciagurato ed irresponsabile atteggiamento politico nella storia di questa Regione".

L’Uv ricorda quindi come il cambiamento, tanto invocato dalla minoranza "passi attraverso attraverso alternative. Ma non pare ve siano in vista". E mette sul tavolo le conseguenze che la crisi politica apertasi avrà sui valdostani: il Casinò, i forestali, il patto di stabilità, la mancata approvazione dell’assestamento di bilancio

"I lavoratori del Casinò – si legge sul sito Uv –  volevano trattare con la proprietà, volevano la testa della dirigenza, volevano la risoluzione del rapporto con l’Amministratore Delegato. Bene. Ora la proprietà non ha titolo per trattare. Può esercitare l’ordinaria amministrazione, fino ad un eventuale cambio. Se si vuole concludere una trattativa bisogna riferirsi proprio a coloro che paradossalmente si volevano licenziare." 

"Questi i primi esempi dei risultati di questo stallo politico – chiosa l’autore dello scritto – C’è una soluzione? Chi ha brigato per giungere a questo punto, se ce l’ha, la dovrebbe rendere nota. Se ce l’ha, appunto".

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