La polemica nasce dal fatto che, secondo la nuova normativa, le pubblicazioni dei partiti e dei movimenti politici non rappresentati in Consiglio regionale, non possono accedere ai finanziamenti regionali in materia di editoria.
“Crediamo fermamente nell’utilità di promuovere e garantire il pluralismo d’informazione – si legge in una nota di Renouveau Valdôtain – in quanto condizione preliminare per l’applicazione dei principi di libertà e democrazia. Le previsioni formulate sono discriminatorie verso i partiti e i movimenti di recente costituzione che non hanno ancora avuto la possibilità di presentarsi alle elezioni ». « Crediamo – si legge ancora – di avere lo stesso diritto di esistere, di far conoscere le nostre idee promuovendo le nostre azioni con le stesse opportunità di partiti e movimenti già rappresentanti in seno alle istituzioni. Dopo il raddoppio delle firme necessarie (da 500 a 1000) per presentare una lista alle elezioni regionali, è la volta dell’amputazione dei finanziamenti per l’informazione".
Su una precedente bozza aveva già espresso critiche la Margherita che, nel numero di gennaio 2007 de “Il Cittadino valdostano”, organo del movimento ora confluito nel Partito democratico, aveva definito la scelta frutto “dell’introduzione di un principio del tutto nuovo e discriminatorio”. Allora però a non poter accedere ai finanziamenti erano le forze non rappresentate in Consiglio regionale o nel Consiglio comunale di Aosta. Alla luce delle modifiche ora introdotte rimarrebbero esclusi dai finanziamenti “La Lanterne Magique” testata di Vallée d’Aoste Vive e “Renouveau Valdôtain” dell’omonimo movimento.
