Per la Chambre la soluzione è l’elezione diretta. La proposta della Confesercenti

I vantaggi di un'elezione diretta sarebbero evidenti per la Confesercenti 'Una maggiore selezione dei rappresentanti per merito, capacità ed autorevolezza e una più forte legittimazione di tutto il consiglio camerale'.
Pierantonio Genestrone e Leonardo La Torre
Politica
“In una Regione piccola come la nostra, siamo da sempre contrari a questi metodi “macchinosi” di nomina dei rappresentanti nei diversi settori produttivi. Nella nostra realtà il “filtro” delle rappresentanze associative, che nei nostri settori è anche “drogato” da condizioni di favoritismo che nulla centrano con la libera competizione, potrebbe essere superato chiamando direttamente gli operatori ad eleggere (e liberamente scegliere) i propri rappresentanti nei diversi settori produttivi. La legge in vigore prevede questa possibilità e proprio Unioncamere, all’epoca dell’istituzione della Chambre, si appellò perché si scegliesse questa via, in quanto più trasparente e democratica”.
 
E’ questa la proposta contenuta in una nota di Flavio Martino, presidente Confesercenti Valle d’Aosta, che ritornando sulle polemiche che in questi giorni imperversano in merito al rinnovo del Consiglio della Chambre, fornisce una propria soluzione.  “Sono evidenti i vantaggi, infatti, di una tale soluzione – continua Flavio Martino – Una maggiore selezione dei rappresentanti per merito, capacità ed autorevolezza e una più forte legittimazione di tutto il consiglio camerale”.
Da una parte Confesercenti propone una soluzione improntata a mettere alla guida della Chambre persone che non siano frutto di scelte “pilotate” e dall’altra mette in evidenza il quadro che, a proprio avviso, caratterizza invece la situazione attuale “ di fronte a questi vantaggi per l’intera comunità e per la nostra economia- continua la nota di Confesercenti – è evidente che nella condizione attuale della nostra realtà, non potevano che prevalere le vecchie logiche dei piccoli “orticelli”, delle rappresentanze “filtrate” (e spesso contrattate), condite da immancabili spartizioni e lottizzazioni, che vanno sotto il nome di “apparentamenti”. La nostra Regione avrebbe bisogno di ben altro che di questo quadro  desolante”. Le polemiche di questi giorni, sul rinnovo del Consiglio della Chambre, sono iniziate con l’annuncio del ricorso al TAR da parte dell’Associazione degli Albergatori, ADAVA.

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