La nuova maggioranza supera il primo banco di prova: Marco Viérin è Presidente del Consiglio

Dopo 1 anno dall’ordine del giorno che ne chiedeva le dimissioni, dopo 6 mesi dal suo passo indietro e dopo un’ora e mezza di discussione, questa mattina Marco Viérin può sedersi a pieno titolo nello scranno più alto del #ConsVda.
Politica

La nuova maggioranza a 21 supera il primo banco di prova. Dopo un anno dall’ordine del giorno che ne chiedeva le dimissioni, dopo sei mesi dal suo passo indietro e dopo un’ora e mezza di discussione, questa mattina Marco Viérin può sedersi a pieno titolo e forte dell’appoggio della nuova alleanza a tre, nello scranno più alto del Consiglio regionale. Il riconfermato Presidente ha raccolto i 21 voti della nuova maggioranza, Alpe e Uvp hanno votato scheda bianca e il M5S ha sostenuto la candidatura di Stefano Ferrero. 

Ad annunciare la ricandidatura del dimissionario Presidente è stato in apertura della discussione Joel Farcoz. Il capogruppo Uv nell’annunciare la ricandidatura del Presidente dimissionario, ricostruendo i passaggi degli ultimi mesi con l’apertura di numerosi tavoli di discussione ha ricordato: “C’era la necessità di trovare un equilibrio definito in modo tale che l’ufficio di presidenza potesse garantire sia la maggioranza che minoranza. Crediamo che avendo definito in toto questo quadro politico è necessario ora procedere con la rielezione dando continuità all’azione politica portata avanti fin d’ora da Marco Viérin”.

Del suo collega di partito poco dopo il capogruppo Stefano Borrello ha evidenziato il fatto che “può essere una figura garante della dignità di ogni consigliere”, “la sua esperienza all’interno del consiglio regionale può essere un elemento favorevole” e inoltre “la continuità è sinonimo di garanzia”.

Le critiche della minoranza
Toni soft da parte dell’opposizione, ridotta nei numeri e con il M5S a giocare la propria partita. Tanto è vero che il grillino Roberto Cognetta ha lanciato la candidatura di Stefano Ferrero. “Può fare ciò che in questa legislatura avrebbe dovuto fare lei” ha detto rivolgendosi a Viérin. Il collega si è quindi alzato in piedi elencando le tre priorità: via all’indennità da Presidente dell’Assemblea da oltre 5mila euro, rinuncia immediata al segretario particolare, da 94mila euro all’anno, e taglio alle spese di rappresentanza.

Interventi pressoché identici poi da parte della minoranza che ha sottolineato come la Presidenza del consiglio sia stata trattata come “il nono assessorato”.
“Marco VIérin è un presidente zombie colpito dal virus dimissioni e resuscitato dopo 6 mesi" ha ironizzato Ferrero.
“La Presidenza del consiglio è stata considerata come una casella di governo e assegnata in una logica spartitoria” ha sbottato Laurent Viérin mostrando i dossier con le dichiarazioni degli ultimi due anni, contro questo metodo, da parte dei ex colleghi di minoranza, Raimondo Donzel e Jean-Pierre Guichardaz. “Come i vini ogni anno il vino cambia, ma vorremmo capire cosa è cambiato?” ha alzato un po’ i toni il progressista.
A chiudere il giro di interventi è stato il capogruppo di Alpe, Albert Chatrian: “Avremmo gradito un presidente più performante per dare gambe a quanto deciso in questo consiglio invece per l’ennesima volta la più alta carica di questa istituzione è stata merce di scambio”.

A buttarsi nella mischia è stato anche il capogruppo Pd e prossimo assessore Raimondo Donzel che ha risposto alle accuse degli ex colleghi su "intrighi di palazzo" e "tavoli segreti" per arrivare all’elezione di oggi.  “I tavoli di discussione non sono buoni o cattivi a seconda dell’interlocutore: la politica è innanzitutto dialogo"

Le dichiarazioni del riconfermato Presidente
Arrivata la riconferma, Marco Viérin ha assicurato "collaborazione e confronto leale con tutti i Consiglieri e i relativi gruppi per raccogliere suggestioni e consigli per migliorare l’attività politica ed istituzionale che ci è stata assegnata. E’ un ruolo importante e delicato che voglio quindi interpretare con l’aiuto di tutti voi, e in primis con l’Ufficio di Presidenza, per operare al meglio, nell’interesse dell’intero Consiglio regionale, mantenendo sempre la porta aperta a tutti i Consiglieri, così come ho fatto con l’intero Ufficio di Presidenza in questo anno."

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