Questa settimana tre ospiti di grande rilievo si alterneranno all’Espace Populaire: il circolo Arci ha accolto ieri sera la giornalista e europarlamentare Lilli Gruber, mentre domenica prossima sarà la volta del giornalista Sandro Ruotolo e del magistrato Luigi DeMagistris.
L’universo femminile nei paesi islamici e arabi è stato il tema affrontato dall’ospite di ieri sera, forte della propria esperienza pluridecennale, prima come inviata di punta della Rai e poi come parlamentare europea e presidente della Delegazione degli Stati del Golfo del Parlamento Europeo. Nel suo ultimo libro, “Figlie dell’Islam”, Lilli Gruber racconta la determinazione delle donne islamiche, alla ricerca di una propria via all’emancipazione. “Il mio lavoro – ha spiegato la giornalista – mi ha aperto gli occhi su un mondo vasto e complesso, e sulle enormi differenze esistenti tra i vari paesi a maggioranza musulmana. Non possiamo paragonare, ad esempio, l’Arabia Saudita, considerato un paese ‘moderato’ in virtù dell’alleanza con gli Usa, ma dove la polizia religiosa armata di fruste pattuglia le strade e le donne sono private della libertà, alla Turchia, paese storicamente laico anche se in fase di trasformazione, l’Indonesia, il più grande stato musulmano del mondo, all’Irak, dal passato e dal presente tanto travagliati”.
Con numerosi aneddoti, frutto di esperienze personali, Lilli Gruber ha spalancato alcune finestre su un mondo parallelo al nostro, ma retto da regole profondamente differenti. Ad esempio, curiosa di sapere come potessero incontrarsi e corteggiarsi gli uomini e le donne in Arabia Saudita, dove vige la segregazione sessuale più assoluta, ha voluto tentare di mettere in atto, assieme a una sua amica saudita, le prime fasi di un ‘abbordaggio’. “Accompagnate da un autista e da mio marito, poiché, in quanto donne, non potevamo guidare – ha raccontato – abbiamo percorso la via centrale di Rihad in auto. Ad ogni semaforo rosso ci fermavamo e, coperte da un velo che lasciava intravedere solo gli occhi, scambiavamo con discrezione alcuni sguardi con gli uomini che appositamente sostavano in prossimità degli incroci. Dopo qualche semaforo, ci siamo accertate, sempre mediante lo stesso muto linguaggio degli occhi, dell’interessamento di due uomini. All’ennesimo semaforo rosso abbiamo abbassato il vetro e i due hanno gettato furtivamente, attraverso il finestrino, due bigliettini con i loro nomi e numeri di telefono. Il passo successivo sarebbe stato quello di telefonare e darsi appuntamento in un grande centro commerciale, dove proseguire, con mille precauzioni, il fitto dialogo di sguardi”.
Con numerosi aneddoti, frutto di esperienze personali, Lilli Gruber ha spalancato alcune finestre su un mondo parallelo al nostro, ma retto da regole profondamente differenti. Ad esempio, curiosa di sapere come potessero incontrarsi e corteggiarsi gli uomini e le donne in Arabia Saudita, dove vige la segregazione sessuale più assoluta, ha voluto tentare di mettere in atto, assieme a una sua amica saudita, le prime fasi di un ‘abbordaggio’. “Accompagnate da un autista e da mio marito, poiché, in quanto donne, non potevamo guidare – ha raccontato – abbiamo percorso la via centrale di Rihad in auto. Ad ogni semaforo rosso ci fermavamo e, coperte da un velo che lasciava intravedere solo gli occhi, scambiavamo con discrezione alcuni sguardi con gli uomini che appositamente sostavano in prossimità degli incroci. Dopo qualche semaforo, ci siamo accertate, sempre mediante lo stesso muto linguaggio degli occhi, dell’interessamento di due uomini. All’ennesimo semaforo rosso abbiamo abbassato il vetro e i due hanno gettato furtivamente, attraverso il finestrino, due bigliettini con i loro nomi e numeri di telefono. Il passo successivo sarebbe stato quello di telefonare e darsi appuntamento in un grande centro commerciale, dove proseguire, con mille precauzioni, il fitto dialogo di sguardi”.
La giornalista ha poi affrontato il tema delle sopraffazioni attuate nei confronti delle donne in diversi paesi, sottolineando come molte usanze, come le mutilazioni genitali o la separazione tra i sessi, non abbiano a che fare tanto con la religione quanto piuttosto con la persistenza di tradizioni arcaiche. “In Egitto il 90% delle donne ha subito, in tenera età, mutilazioni sessuali, ma questo avviene sia nelle comunità musulmane che in quelle cristiane copte. La religione islamica spesso viene utilizzata per giustificare pratiche che con il Corano poco o nulla hanno a che fare, ma che sono fortemente radicate nella società patriarcale rurale”. Le donne, in questo modo, sono estromesse dai processi produttivi ed economici, con grave danno per la società intera, ma la situazione sembra destinata a cambiare. “L’emancipazione non può che passare attraverso l’istruzione, e la conseguente presa di coscienza dei propri diritti da parte della popolazione femminile” ha affermato a tale proposito Lilli Gruber. “In Iran il 65 per cento degli studenti universitari sono donne, e in generale nei paesi musulmani è emersa una generazione di donne in grado di fare sentire la propria voce. Non prendono le mosse dal femminismo o dal principio di laicità dello stato, concetti di matrice occidentale a loro estranei, ma vogliono cambiare la società attraverso la religione, mediante uno studio filologico rigoroso e molto raffinato del Corano. L’interpretazione del testo sacro dell’Islam, sostengono, è stata spesso forzata per giustificare, a torto, pratiche brutali e lesive della dignità della donna e dei diritti degli individui in generale. Una differente lettura del Corano porterebbe, invece, a conclusioni opposte, e rappresenterebbe un passo fondamentale per coniugare religione islamica e democrazia”.
Nel suo intervento Lilli Gruber non ha risparmiato la miopia e l’arroganza di certi pregiudizi occidentali. “Quando pretendiamo di dare lezioni di democrazia ai paesi musulmani, ricordiamoci di quante volte abbiamo tentato di esportare questi concetti con le bombe. Nella nostra politica internazionale paghiamo il prezzo di una grande ignoranza verso una pluralità di culture molto differenti tra loro e sempre degne di rispetto, che noi riuniamo sotto la comune etichetta dell’Islam. E infine, se l’assenza di laicità in molti paesi musulmani ci scandalizza, preoccupiamoci anche dello stato di salute della laicità in casa nostra”.
Al termine dell’incontro, dopo avere risposto alle domande pervenute dal numeroso pubblico in sala, Lilli Gruber ha ricevuto un omaggio floreale da parte del presidente valdostano dell’associazione Italia-Marocco.
Come già accennato, domenica saranno invece presenti Luigi De Magistris e Sandro Ruotolo, che, invitati dal Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria) ad incontrare, la mattina del lunedì, al Giacosa, gli studenti di 32 classi valdostane, hanno gentilmente accettato di partecipare la sera prima ad un incontro con i cittadini.
Il magistrato e il giornalista discuteranno delle nuove e più raffinate forme attraverso cui si manifestano i crimini amministrativi, emerse dalle indagini svolte dal magistrato in qualità di sostituto procuratore al tribunale di Catanzaro: le classiche tangenti in moneta sonante, infatti, si sono evolute in partecipazioni azionarie e quote societarie, in ossequio alle moderne leggi del mercato.
Il magistrato e il giornalista discuteranno delle nuove e più raffinate forme attraverso cui si manifestano i crimini amministrativi, emerse dalle indagini svolte dal magistrato in qualità di sostituto procuratore al tribunale di Catanzaro: le classiche tangenti in moneta sonante, infatti, si sono evolute in partecipazioni azionarie e quote societarie, in ossequio alle moderne leggi del mercato.
