Cime Bianche, il Comitato pronto anche alla battaglia legale

Presentata ufficialmente durante la conferenza stampa di oggi, l'avvocata che seguirà il Comitato nelle istanze legali presso il Tribunale amministrativo regionale, il Consiglio di Stato, la Corte costituzionale, la Corte di giustizia e la Cassazione.
Emanuela Beacco
Ambiente

È Emanuela Beacco del Foro di Monza la nuova avvocata incaricata del supporto legale del comitato Insieme per le Cime Bianche. Il nominativo è stato svelato durante la conferenza stampa pomeridiana di oggi, mercoledì 29 novembre.

Dal 2009 la donna gestisce uno studio legale specializzato in Diritto amministrativo, Diritto ambientale, valutazione di impatto ambientale e valutazione strategica e si è negli anni occupata di numerose cause di attinenza ambientale; il suo incarico in Valle d’Aosta consisterà nel trattare le istanze legali presso il Tribunale amministrativo regionale, il Consiglio di Stato, la Corte costituzionale, la Corte di giustizia e la Cassazione.

“La natura non può recarsi davanti a un giudice e far sentire la sua voce perciò ha bisogno di qualcuno che le faccia da tramite, di sentinelle come associazioni e comitati che dicano che cosa non va nella politica locale – ha commentato Beacco -. Oggi il legislatore riconosce in teoria l’importanza del bene ambientale ma poi nella pratica finisce con il dimenticarmene e questo nonostante la riforma costituzionale del 2022 abbia riconosciuto la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile come limiti alle attività di impresa”.

Ad aver convinto il comitato a rivolgersi all’avvocata è stato anche il suo ruolo nel Centro di azione giuridica di Legambiente nonché il suo impegno concreto nella salvaguardia della natura.

“Le mie mansioni viaggeranno su due binari paralleli, il primo di ricorso dinnanzi al giudice amministrativo, l’unico capace di annullare gli atti della pubblica amministrazione giudicati illegittimi, il secondo di riferimento a strumenti sovranazionali come le procedure di infrazione – ha spiegato ancora Beacco -. L’ambiente è riveste una posizione fondamentale anche all’interno delle normative europee, tanto che il nostro Pnrr non sarebbe attuabile se esso non ne tenesse in conto la protezione e la promozione”.

L’incontro odierno in merito alla “questione Cime Bianche” è stato peraltro l’occasione per tracciare un primo bilancio dell’attività sinora svolta da Insieme per le Cime Bianche.

“La petizione internazionale lanciata dal progetto fotografico “Ultimo Vallone selvaggio” ha sfiorato le 20 mila firme certificate, mentre sono stati organizzati e proseguono su tutto il territorio italiano gli incontri pubblici per raccontare le bellezze e i bisogni del Vallone – ha dichiarato la fotografa Annamaria Gremmo, vincitrice del Premio Marcello Meroni nella categoria “Ambiente” -. Grazie alla nostra iniziativa di crowdfunding abbiamo raggiunto un ricavato di oltre 12.700 euro, confermando la grande partecipazione dell’opinione pubblica alle vicende”.

Dopo la terza edizione della passeggiata “Una salita per il Vallone”, lo scorso venerdì 22 settembre Marco Albino Ferrari e Pietro Casella hanno potuto raccontare il proprio libro “Assalto alle Alpi”.

“Il nostro obiettivo è stato quello di creare una pluralità di voci e di costituire una rete di persone diverse unite da ideali comuni, così da estendere la nostra causa anche al di fuori dei confini regionali e nazionali – ha dichiarato Gremmo, senza mancare di ringraziare tutti gli enti e tutte le associazioni che hanno manifestato il proprio supporto alle attività -. Abbiamo costruito una significativa cordata che ha concretizzato l’idea insita nel nostro nome e, in modo particolare, nel termine potente ed evocativo “insieme””.

Nelle ultime settimane il comitato ha condiviso e rilanciato le critiche e le contestazioni relative allo sfruttamento delle montagne per finalità sportive, rese manifeste secondo loro dalla Coppa del mondo Matterhorn Cervino Speed Opening.

“Le gare ci hanno semplicemente restituito un ghiacciaio devastato e milioni di euro dei contribuenti sperperati, un fatto di cronaca che però ci ha concesso di attirare l’attenzione sullo sfruttamento della montagna a favore dell’industria dello sci anche fuori dai confini valdostani – ha osservato Alex Glarey -. Siamo pronti e resisteremo con ogni mezzo necessario, dal ricorso alla conferenza, a un provvedimento regionale che giudichiamo del tutto illegittimo”.

Al momento il comitato Insieme per le Cime Bianche è in fase di scrupoloso monitoraggio degli atti della Regione che concernono il Vallone delle Cime Bianche e si dice pronto a impugnarli qualora essi non risultino conformi alle normative.

“Vogliamo lanciare un appello a tutta la comunità valdostana e a tutti coloro che abbiano piacere di rafforzare la nostra cordata a tutela dell’ambiente – ha concluso Glarey -. Ma il nostro appello va anche al Governo regionale affinché esso rifletta sulle scelte che sta facendo e su di un modello economico e di sviluppo insostenibile”.

Una risposta

  1. Bravi, occhi aperti perche questi governanti regionali ,palesemente incapaci di governare, se vi è un interesse specifico parlando eufemisticamente fanno carte false per raggiungere il loro obiettivo in sfregio a leggi regolamenti e tutela dell’ambiente in cui vivono ma che evidentemente non amano. Incolti e incapaci ma soprattutto arretrati mentalmente se non corrotti.

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