Sono due le bandiere verdi, tra le 19 assegnate da Legambiente nellì’ambito del report Carovana delle Alpi 2026, che sventolano sulla Valle d’Aosta. Il numero complessivo è definito dall’associazione ambientalista “in linea con il trend dello scorso anno”. Il riconoscimento è volto a riconoscere quella “montagna dove le comunità montane generano ‘valore territoriale’ puntando su sostenibilità e relazioni”.
I promotori delle azioni riconosciute nel dossier sono stati premiati oggi, sabato 16 maggio 2026, a Rovereto (Trento), in occasione del decimo “Summit delle bandiere verdi”. Per la nostra regione, Legambiente ha riconosciuto la cooperativa artigianale Les Tisserands di Valgrisenche e il Comitato Dora Baltea Viva di Morgex.
Oltre 50 anni di Drap
La cooperativa, si legge nel dossier, “da oltre cinquant’anni rinnova la tessitura del Drap, valorizzando lana locale, filiera corta e saperi alpini tra tradizione, innovazione e sostenibilità”. Les Tisseranrds, “in oltre mezzo secolo di attività, ha saputo evolversi senza perdere il legame con le radici, ampliando la produzione verso manufatti capaci di dialogare con il mondo della moda e con le esigenze contemporanee”.

Il report ricorda poi che “da otto anni organizza il Festival della lana – Mo’delaine (29-30 agosto 2026), collabora con artisti e artigiani e sviluppa progetti innovatici come ‘Tricoter le Glacier’, che unisce arte tessile e sensibilizzazione sul cambiamento climatico”. Nell’insieme, “Les Tisserands dimostra come sia possibile costruire sviluppo sostenibile nelle aree alpine attraverso il recupero delle tradizioni, l’innovazione e una forte relazione con il territorio”.
Il dialogo sulla Dora come bene comune
Il Comitato ha invece “promosso un percorso di coinvolgimento della comunità locale attorno al fiume Dora Baltea, riconosciuto come bene comune, favorendo il dialogo tra cittadini, operatori economici, associazioni e istituzioni per la sua tutela e valorizzazione sostenibile”. Costituito da circa cinquanta tra cittadini e operatori turistici il comitato è attivo pubblicamente dall’agosto 2005.
Nato dall’analisi di una ipotesi progettuale “avanzata dalla CVA (Compagnia Valdostana delle Acque), relativa alla realizzazione di un impianto idroelettrico lungo il fiume con “opera di presa a Pré-Saint-Didier” e restituzione più a valle “nel territorio di Morgex”, il Comitato ha stimolato “un ampio confronto pubblico sugli equilibri del fiume, sulle sue funzioni ecologiche e sul ruolo che esso svolge per le attività economiche e sociali del territorio.

Nel quadro di “un intenso lavoro di informazione della popolazione locale e di costruzione di una rete di alleanze con il mondo associativo, ambientale e sportivo”, il Comitato ha presentato pubblicamente il 12 settembre 2025 la proposta di estendere l’area protetta del Marais di Morgex.
Negli ultimi mesi – sottolinea Legambiente nel report – “i soggetti coinvolti hanno avviato interlocuzioni con le autorità regionali competenti per formalizzare la richiesta di ampliamento”, sollecitando “l’avvio dell’iter amministrativo” e rafforzando un approccio “basato sulla cooperazione istituzionale e sulla partecipazione delle comunità locali”.
Nessun vessillo nero alla Valle
A differenza di quanto accadde l’anno scorso (relativamente alle regole per la caccia alla volpe), nel report 2026 alla Valle d’Aosta non sono assegnate bandiere nere. Quest’anno sono in tutto sette e sventolano in Trentino-Alto-Adige (3), in Friuli Venezia Giulia (2), Piemonte (1) e Veneto (1). Tra le iniziative “bocciate” da Legambiente, la nuova pista da Bob e la Cabinovia Apollonio-Scorepes a Cortina, entrambe legate alle recenti Olimpiadi, “perché sono state ignorate alternative sostenibili e i rischi di dissesto idrogeologico”.
“Se da un lato le Bandiere Verdi di Legambiente raccontano il grande fermento e la voglia di fare di tante realtà montane – commenta Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale di Legambiente – dall’altro lato va ricordato che questi territori non devono essere lasciati soli ma devono essere sostenuti e incoraggiati”.
“Le bandiere verdi e nere 2026 raccontano una montagna attraversata da due visioni opposte di sviluppo. – dice Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente – Da una parte ci sono comunità che costruiscono valore territoriale attraverso cura dei luoghi, economie locali, relazioni sociali, tutela degli ecostistemi e nuove forme di abitare. Dall’altra persistono modelli intensivi fondati su grandi opere, consumo di suolo e sfruttamento delle risorse”.
