Dopo il primo incontro dello scorso 26 giugno, la speranza che fosse anche l’ultimo è stata disattesa. Il protrarsi delle difficoltà nell’approvvigionamento idrico hanno infatti reso necessario un aggiornamento da parte dell’Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica.
Alla riunione di oggi, 27 luglio, coordinata dall’assessore all’ambiente Davide Sapinet e dall’assessora all’agricoltura Speranza Girod, hanno partecipato dirigenti e funzionari delle diverse strutture competenti dell’Amministrazione regionale, i rappresentanti del Cpel, dell’Arpa Valle d’Aosta, della Cva e del Bim.
Il Centro funzionale regionale e l’Arpa Valle d’Aosta, in collaborazione con la Fondazione Cima, hanno presentato l’aggiornamento dei dati relativi all’andamento meteo-climatico stagionale.
I tecnici dell’Assessorato dell’agricoltura hanno invece illustrato le criticità segnalate dai Consorzi di miglioramento fondiario. Tra queste, preoccupano soprattutto le anomalie nella produzione foraggera rispetto ai dati storici, in particolare nella fascia centrale del territorio regionale.
Il Bim ha fatto il punto sulla situazione riguardante l’alimentazione degli acquedotti comunali. Non sono state segnalate situazioni di criticità nell’approvvigionamento idropotabile. Questo anche grazie ai prelievi straordinari effettuati da corpo idrico superficiale, adottati per far fronte a limitate esigenze puntuali.
Sono inoltre stati esaminati i dati dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
Se sull’ultimo tratto del Po si registra un miglioramento delle condizioni generali, in relazione a una progressiva riduzione del fabbisogno irriguo, resta invece una situazione rilevante in Piemonte per alcune colture, in particolare riso e mais, che necessitano ancora di significativi quantitativi d’acqua.
“La situazione è più critica rispetto al 2022: oltre la metà dei Consorzi di miglioramento fondiario monitorati ha segnalato difficoltà medio-alte nella disponibilità della risorsa idrica”, avverte l’assessora Girod.
“Inoltre, sulla base delle segnalazioni pervenute, il 78% dei conduttori d’alpeggio prevede di dover anticipare la demonticazione di oltre dieci giorni, mentre la produzione foraggera registra una riduzione del 30%”.
“Il monitoraggio continuo dei dati ci permette di valutare tempestivamente l’eventuale necessità di adottare nelle prossime settimane misure emergenziali e, allo stesso tempo, di individuare gli interventi infrastrutturali necessari per rispondere a condizioni climatiche sempre più complesse”, aggiunge l’assessore Sapinet.
