“La Regione ha negoziato con lo Stato e ha ridotto la sua parte sull’extragettito; la nostra è rimasta uguale. Dobbiamo andare a negoziare con lo Stato? Lo farà la Regione per conto nostro? Siamo partner della Regione o avversari? È il sindaco di Courmayeur Roberto Rota a riportare al centro dell’Assemblea dei sindaci del Celva la mancata riforma della legge 48 sulla ripartizione delle risorse della finanza locale. Un tema ciclico, che da anni anima e divide i primi cittadini: da una parte i Comuni turistici, con le entrate legate all’Imu sulle seconde case; dall’altra quelli di fondovalle, i cui bilanci dipendono in larga parte dai trasferimenti regionali.
“Sono stupito dal fatto che da questa assemblea non esca più nulla: c’è un appiattimento incredibile”, ha esordito Rota, annunciando il suo voto di astensione alla delibera sulla ripartizione dei trasferimenti finanziari senza vincolo settoriale di destinazione a favore dei comuni. “Parto dal presupposto che Courmayeur avrà sempre zero, quindi sono molto libero nel dire le cose. Stiamo parlando di una legge del 1998: il mondo è cambiato completamente. Eravamo in un contesto in cui c’era ancora la lira e, quando uscivano i bandi, le imprese si facevano la guerra per venire a lavorare, anche solo per uno sgombero neve. Oggi, invece, per i Comuni che hanno molto sgombero neve bisogna prevedere ogni anno stanziamenti più alti, perché non vuole più venire nessuno”.
Rota ha richiamato anche il peso crescente delle aspettative di cittadini e turisti. “I giudici hanno condannato una ditta dello sgombero neve perché, durante una nevicata, la strada non era sufficientemente pulita e quindi ha dovuto pagare. Capite che tutto questo è un onere che continua a gravare sui Comuni”.
Secondo il sindaco di Courmayeur, mentre per la Regione le entrate legate all’Iva crescono con l’inflazione, quelle dei Comuni sull’Imu restano ferme, perché i valori catastali da anni non vengono aggiornati. A questo si aggiunge il peso dell’extragettito: “Parliamo di 32 milioni di imposta municipale che ci vengono sottratti per il riequilibrio della finanza pubblica”.
Da qui l’invito ad aprire subito un confronto “basato sui numeri e sui servizi essenziali, quelli sui quali le amministrazioni non hanno margine”. E ancora: “Sull’extragettito dobbiamo fare una battaglia: non possiamo essere passivi e aspettare che questi 32 milioni ci vengano sottratti. Se quei soldi restassero, potremmo dividerli tra di noi in maniera concreta nei singoli Comuni”.
Sulla necessità di rivedere i criteri della legge 48 si è detto d’accordo anche il sindaco di Aosta Raffaele Rocco. “La legge 48 merita di essere rivista non solo perché il mondo è cambiato, ma perché è cambiata la natura dei nostri Comuni: sono cambiati i costi del personale, sono cambiati i servizi, è cambiato tutto. Dobbiamo fare una riflessione su quali servizi eroghiamo e su come li finanziamo. Non possiamo continuare ad aspettare — lo dico con chiarezza — che la Regione ci dia i 5 milioni per colmare i costi o che ci imponga aumenti del personale e dei relativi costi”.
Sul fronte dello sgombero neve, la sindaca di Valtournenche Elisa Cicco ha ricordato che il Comune, lo scorso anno, ha speso circa 2 milioni di euro per il servizio.
“La legge è ormai anacronistica. Il mondo è cambiato, così come i turisti che frequentano le nostre località”, ha aggiunto anche il sindaco di La Thuile Mathieu Ferraris. “Senza entrare nel merito dei contenziosi, diventa sempre più difficile garantire un servizio di qualità, soprattutto nello sgombero neve, per come lo richiede il turista di oggi. Questo comporta costi altissimi. Anche noi dobbiamo rinnovare l’appalto neve e ogni anno bisogna alzare l’asticella, altrimenti non si va avanti. Serve un tavolo tra Celva, Cpel e Regione per trovare soluzioni legislative concrete, altrimenti non ne usciamo”.
Voce fuori dal coro quella del sindaco di Saint-Christophe Paolo Cheney, secondo cui “i parametri della 48 hanno ancora una loro validità e servono a distribuire le risorse. E i Comuni che non riescono a chiudere i bilanci non sono quelli turistici, ma altri: questo è un dato di fatto. La questione finanziaria va oltre la 48. Sono d’accordo sull’extragettito, ma ridurre tutto il discorso della 48 allo sgombero neve è riduttivo”.
Per il sindaco di Valpelline Maurizio Lanivi, invece, “va rivisto tutto il sistema della finanza degli enti locali. Non è solo la 48: ci sono situazioni paradossali, come piccoli comuni con negozi che chiudono ma sono fuori dal sistema delle aree interne, mentre altri comuni più grandi vi rientrano. Il problema principale è la base di finanziamento: se la coperta resta quella, modificare i parametri significa solo spostare risorse e creare conflitti. Dobbiamo partire dall’aumento delle risorse, altrimenti metà dei Comuni sarà sempre scontenta”.
A chiudere la discussione è stato il presidente del Cpel Alex Micheletto. “È necessaria una riforma dell’intero sistema della finanza locale, ma bisogna anche riconoscere che oggi la Regione è intervenuta con 5 milioni di euro per tamponare un’emergenza. Il problema è che deve cambiare in modo sensibile il plafond delle risorse destinate alla finanza locale. Dobbiamo riuscire a trovare delle certezze e potremo farlo con il tavolo, non ancora formalmente costituito ma già riunito, tra Cpel e Regione per la programmazione futura. Ci sono i tempi per fare le riforme necessarie, visto che siamo a inizio legislatura. Quando capiremo quali servizi siamo ancora chiamati a erogare, allora potremo avere una fotografia delle risorse necessarie a coprirli”.
