Fino al 22 febbraio sarà possibile fare domanda per gli orti comunali di Aosta

Possono presentare domanda le persone residenti nel Comune di Aosta o in uno dei comuni parte del “Conseil de la Plaine d’Aoste”. Tra gli appezzamenti disponibili, 16 saranno destinati a orti sociali. Dei restanti 155 lotti, il 60% sarà destinato a chi abbia compiuto 60 anni, il 40% a cittadini tra i 18 e 60 anni.
Immagine di repertorio
Comuni

A partire da mercoledì 1° febbraio, e fino a mercoledì 22 febbraio 2023, sarà possibile presentare le domande per l’assegnazione degli orti comunali presenti in diverse zone della città di Aosta.

A spiegarlo è l’Amministrazione del capoluogo. Per presentare istanza è possibile recarsi personalmente nella sede dell’ufficio Anziani Attivi di via Vuillerminaz, 7, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12 o il lunedì e giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 16, oppure inviare il modulo per la presentazione della domanda tramite email all’indirizzo orti@coprogettazione.ao.it indicando come oggetto “Richiesta orto comunale 2023”.

Alla domanda vanno allegate l’informativa contraenti relativa al trattamento dei dati personali sottoscritta insieme a una copia del documento d’identità. A ogni email inviata deve corrispondere una sola domanda. Coloro o quali presenteranno personalmente la domanda presso l’ufficio potranno eventualmente fare richiesta per un’altra persona, allegando la delega firmata e la copia del documento d’identità del rappresentato. È possibile presentare una sola delega.

Sia il modulo della domanda che l’informativa della privacy sono scaricabili online dal sito Internet comunale nella sezione “Servizi”, percorso “Modulistica”, “Area A3 – Servizi Sociali, Demografici e Pubblica Istruzione”, “Anziani e Inabili”, “Servizi anziani autosufficienti”, direttamente raggiungibile dal sito web istituzionale.

Chi può presentare la domanda

Possono presentare domanda le persone residenti nel Comune di Aosta o in uno dei comuni facenti parte del “Conseil de la Plaine d’Aoste”. Tra gli appezzamenti disponibili, 16 orti saranno destinati a orti sociali, quale luogo di incontro e di reciproca connessione tra famiglie, istituzioni e Terzo settore, in una logica generativa e di sistema circolare in cui possano sperimentarsi anche laboratori didattici a supporto delle tecniche di coltivazione oltre che di una corretta educazione alimentare.

Dei restanti 155 lotti, il 60 per cento sarà destinato a chi abbia compiuto 60 anni, mentre il 40 per cento sarà assegnato a cittadini di età compresa tra i 18 e 60 anni.

Alla chiusura dei termini avverrà l’assegnazione degli orti sulla base delle graduatorie stilate in relazione al protocollo di arrivo delle manifestazioni di interesse. L’assegnazione resterà valida fino al 31 dicembre 2023. Per usufruire di questo come degli altri servizi attivati dalla co-progettazione le persone dovranno sottoscrivere una tessera annuale al costo di cinque euro. Il canone per la concessione di un singolo lotto è fissato in 50 euro. Per ulteriori informazioni è possibile contattare telefonicamente l’ufficio Anziani Attivi al numero 0165 210745.

“Quello degli orti comunali è un servizio particolarmente apprezzato che offre ai cittadini una serie di opportunità, a seconda dell’obiettivo, o degli obiettivi, perseguiti che vanno dal semplice svago alla possibilità di dedicarsi a un lavoro di cura, avendo molto tempo libero, fino alla produzione per l’autoconsumo o alla semplice volontà di contribuire alla sistemazione e alla tenuta di una piccola pozione del patrimonio verde comunale”, spiega l’assessora alle Politiche sociali Clotilde Forcellati.

Che aggiunge: “Ovviamente, stante la valenza sociale del servizio, abbiamo voluto garantire la possibilità di assegnazione degli orti non solo alle persone ultrasessantacinquenni, ma a tutti i cittadini maggiorenni interessati nella misura del 40% degli appezzamenti disponibili, così come è stata confermata la destinazione di 16 lotti a orti sociali, per proseguire nel lavoro sperimentale di costruzione di una ‘cultura dell’orto’ trasversale tra diversi attori del territorio e la cittadinanza con risvolti didattici ed educativi sia per le tecniche di coltivazione sia, soprattutto, in tema di sviluppo dell’educazione alimentare legata al benessere e alla salute”.

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