Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 7 Febbraio 2020 10:06

Anche alla Corte dei Conti le relazioni sull’accesso antimafia ad Aosta e Saint-Pierre

Aosta - Nel campionare vari procedimenti amministrativi, i commissari hanno approfondito anche canoni non riscossi per immobili pubblici. Starà alla Procura regionale contabile valutare eventuali profili di danno erariale.

La Corte dei Conti di Aosta

Saranno inviate anche alla Procura regionale della Corte dei Conti le relazioni conclusive delle Commissioni di accesso antimafia che, dallo scorso 9 aprile e per sei mesi, hanno lavorato nei comuni di Aosta e Saint-Pierre, per verificare la sussistenza di eventuali condizionamenti del crimine organizzato nell’attività amministrativa.

A quanto emerso, i commissari (in ognuno dei due enti hanno lavorato un Viceprefetto, un funzionario di Prefettura e un ufficiale delle forze dell’ordine) hanno effettuato delle campionature di atti legati ad una varietà di procedimenti, approfondendo – si è appreso – anche canoni non riscossi per immobili di proprietà pubblica.

Starà quindi all’ufficio inquirente della Corte dei Conti, diretto dal procuratore Massimiliano Atelli, verificare eventuali profili di danno erariale. L’accesso antimafia ai due Comuni, il primo di sempre in Valle, era stato autorizzato dal Ministero dell’Interno a seguito delle risultanze dell’indagine “Geenna” della Dda di Torino, che aveva visto l’arresto di tre eletti nei due enti.

La procedura, che potrebbe condurre allo scioglimento degli enti interessati, è ancora in corso: il presidente della Regione Antonio Fosson, nelle sue attribuzioni prefettizie, ha trasmesso il dossier al ministro Luciana Lamorgese, per le determinazioni del caso, attese nell’arco di tre mesi.

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