L’inchiesta sull’omicidio dello scultore aostano Paolo Morandini, massacrato di botte nel suo monolocale del centro storico del capoluogo il 29 aprile scorso, si arricchisce di nuovi dettagli.
Ieri pomeriggio, il Giudice per le indagini preliminari di Aosta, su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere anche per Puiu Pitica, 45 anni, e Eugen Sascau, 20 anni, i due romeni che con il venticinquenne Radu Gal, sono accusati del delitto.“Contro di loro – ha spiegato in mattinata il procuratore di Aosta, Marilinda Mineccia – ci sono diversi elementi probatori di colpevolezza che confermano la presenza e la partecipazione attiva all’omicidio”.
Gli inquirenti hanno infatti ritrovato nell’alloggio sequestrato a Saint-Vincent, dove i tre si sono nascosti per alcuni giorni, un paio di pantaloni sui quali c’erano tracce di Dna appartenenti a Puiu Pitica, insieme a tracce di sangue della vittima.
Nei confronti del terzo indagato, Eugen Sascau, non ci sono stati riscontri da parte del RIS, ma la certezza riguardo alla sua presenza nel monolocale proviene questa volta dalle indagini tradizionali. “Le immagini della telecamera di sorveglianza del bar buongustaio lo ritraggono sempre in compagnia dei due amici – ha aggiunto il colonnello Guido Di Vita, comandante del gruppo carabinieri di Aosta – così come le diverse testimonianze dei vicini di casa, secondo le quali Sascau era davanti alla casa della vittima e non si è allontanato quando è scoppiata la lite all’interno. Quindi non poteva che essere lì dentro”.
C’è poi un’ulteriore testimonianza di una persona che ha parlato telefonicamente con loro subito dopo il delitto e proprio i tabulati telefonici, secondo gli inquirenti, “non lasciano spazio a dubbi”.
Per quanto riguarda invece il venticinquenne Radu Gal, al quale la misura cautelare in carcere era già stata convalidata la settimana scorsa, la presenza nella casa dell’artista, la sera del 29 aprile scorso, era stata confermata dalle tracce di sangue ritrovate sotto una scatola rovesciata, miracolosamente scampata all’incendio.
Ora che tutti i pezzi del puzzle sono andati al loro posto, continua l’iter giudiziario nei confronti dei tre indagati, che presto saranno trasferiti presso il carcere di Brissogne. Si attende invece ancora il nullaosta per i funerali dello scultore, anche se probabilmente la salma sarà restituita al figlio Massimiliano domattina.


