Cronaca di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 28 Novembre 2020 15:51

Coronavirus, 8 decessi nelle ultime 24 ore. 146 i guariti, più del doppio dei nuovi positivi

Aosta - 72 i nuovi positivi in più rispetto a ieri su 268 casi testati. Sempre stabile il numero dei ricoverati al Parini e all'Isav di Saint-Pierre: 130 (1 in più rispetto a ieri), mentre scendono a 14 (-1) i degenti in rianimazione.

coronaviruscoronavirus

Torna purtroppo a salire il conto dei decessi in Valle d’Aosta. Dopo lo zero evidenziato dal bollettino di ieri sull’emergenza Covid in regione, sono 8 (5 donne e 3 uomini), nelle ultime 24 ore, le vittime segnalate dall’Unità di crisi. I decessi complessivi salgono a 310.

72 i nuovi positivi in più rispetto a ieri su 268 casi testati. I positivi attuali scendono a 1.465, 82 in meno rispetto a 24 ore fa, quando erano 1.547. Un calo dovuto alle 146 persone dichiarate guarite nelle ultime 24 ore, oltre il doppio dei nuovi positivi. Resta alto il numero complessivo di tamponi effettuati, 749.

Sempre stabile il numero dei ricoverati all’Ospedale Parini di Aosta e all’Isav di Saint-Pierre: 130 (uno in più rispetto a ieri), mentre scendono a 14 (-1) i degenti in rianimazione. 1.321, infine, le persone in isolamento domiciliare. Ieri erano 1.403.

Cronaca della seconda ondata in Valle d’Aosta

24 novembre -raggiunto il numero di decessi della prima ondata

Con gli ultimi due decessi delle ultime 24 ore, la seconda ondata eguaglia la prima per numero delle vittime. In un mese circa, dal 22 ottobre scorso, quando si contarono i primi tre decessi, sono scomparse 146 persone, risultate positive al Covid-19. Lo stesso numero di decessi avvenuti in quattro mesi nella prima fase.  In totale dall’inizio della pandemia sono morte in Valle d’Aosta 292 persone con un’età media di 83,5 anni. 

22 novembre: positivi in costante diminuzione, ma si conta la vittima più giovane

Mentre i decessi della seconda ondata di pandemia si apprestano a superare quelli registrati nella prima fase, qualche segnale di speranza arriva dai positivi totali, in costante diminuzione. Il bilancio delle vittime sale però a 285, di cui 139 legati alla seconda fase. Fra i quattro decessi delle ultime 24 ore si conta anche la più giovane vittima del Covid in Valle d’Aosta, un 38enne, poi risultato positivo, è stato colpito da una encefalite.

19 novembre: i guariti superano i nuovi positivi. Ma i morti non si fermano

Per il quarto giorno consecutivo il numero dei guariti risulta essere superiore a quello dei nuovi casi. Si riduce ancora il numero dei positivi attuali, 58 in meno nelle ultime 24 ore. A pesare sono però i dodici i decessi in 24 ore in Valle d’Aosta. Il totale delle persone che hanno perso la vita dall’inizio della Pandemia sale a 271.

Secondo il report settimanale della Fondazione Gimbe la Valle d’Aosta  “registra una performance in miglioramento nella settimana 11-17 novembre”. Il miglioramento riguarda l’incremento in percentuale dei casi positivi, il numero dei casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, il numero dei casi testati per 100.000 abitanti e il rapporto tra positivi e casi testati. La nostra regione resta sopra la soglia del 30% per quanto riguarda i posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19 (è al 73%) e sopra la soglia del 40% per quanto riguarda i posti letto in area medica occupati da pazienti COVID-19 (è al 46%). In Valle d’Aosta i casi attualmente positivi (ogni 100.000 abitanti) sono 1.721 (la media nazionale è 1.216), l’incremento dei casi è del 23,2% (media nazionale 24,4%) e il rapporto tra contagiati e casi testati è del 45,6% (media nazionale 28,4%).

18 novembre: la Valle d’Aosta al primo posto nell’esecuzione tamponi molecolari

Rispetto alla popolazione la Valle d’Aosta si colloca, nella settimana dall’11 al 17 novembre, al primo posto nell’esecuzione di tamponi molecolari. In particolare, in questo periodo, sono stati effettuati 4 mila 37 tamponi, pari al 3,21% della popolazione.

17 novembre: diminuisce la pressione sul Parini, chiuso il reparto Covid-6

Liberato il reparto Covid 6 che potrà ora essere riconvertito all’attività ordinaria. Attualmente sono ricoverate 117 persone, 17 in rianimazione (+1). Nelle altre strutture convenzionate – Isav di Saint-Pierre e JB Festaz – si trovano invece 45 persone.  In isolamento domiciliare 1994 persone (ieri erano 2.099).

15 novembre: superati i 100 decessi nella seconda ondata

Superati i cento decessi nella seconda ondata. Otto le persone, risultate positive al virus, decedute nelle ultime 24 ore.

10 novembre: il giorno “nero” della seconda ondata, 11 i decessi in 24 ore. L’Isav mette a disposizione tutti i posti letto per l’emergenza

Sono undici i decessi di persone risultate positive al Covid, registrati nelle ultime 24 ore in Valle d’Aosta. Mai così tanti dal 4 aprile scorso. Si tratta di due uomini e nove donne (fra i 59 e i 95 anni), di cui sette morti in ospedale e quattro sul territorio. Il totale delle vittime sale, quindi, a 218 (72 nella seconda ondata della pandemia), con un’età media di 83,3 anni.

Il numero dei positivi attuali diventa di 2.299, di cui 127 rilevati nelle ultime 24 ore. Il giorno prima era stato registrato il numero record di 201 nuovi positivi. L’incidenza fra testati e positivi scende al 53,81%. Nell’ultimo giorno si contano, inoltre 86 nuovi guariti. “Abbiamo abbastanza un equilibrio fra ricoverati e dimessi” ha spiegato oggi nella conferenza stampa di Giunta l’Assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse. “I posti liberi in rianimazione sono ancora quindici. L’Ospedale è ancora in sofferenza, anche se tutti coloro che hanno bisogno di assistenza vengono curati”.

6 novembre: arriva l’ordinanza regionale

Il Presidente Lavevaz presenta in conferenza stampa i contenuti dell’ordinanza regionale che recepisce il nuovo Dpcm “calandolo” nella realtà valdostana. Rispetto alle altre zone rosse è consentito lo spostamento nei Comuni vicini per raggiungere tutte le attività aperte, l’attività motoria e sportiva può essere svolta non soltanto nei dintorni della propria abitazione ma in qualsiasi posto all’interno del proprio comune di residenza e su sentieri e strade secondarie sotto i 2mila metri ed è permesso raggiungere piccoli appezzamenti e seconde case, per manutenzioni varie, in comuni diversi da quello di residenza. Nella stessa conferenza stampa Lavevaz cerca di fare chiarezza su quanto dichiarato il giorno prima da Brusaferro e spiega: “Se non avessero indetto la zona a livello statale, probabilmente nell’ordinanza di oggi l’avremmo istituita noi, come ha fatto Bolzano”. Come il suo predecessore Fulvio Centoz, anche il nuovo Sindaco di Aosta Gianni Nuti risulta positivo al Covid-19.

5 novembre: Brusaferro parla di “difficoltà a raccogliere i dati in Valle d’Aosta”

Il mattino, in Consiglio Valle, il Presidente Lavevaz annuncia un’ordinanza per “chiarire alcuni aspetti del nuovo decreto”. Nel pomeriggio, in conferenza stampa, il Presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro parla delle zone rosse e spiega: “La Valle d’Aosta, per un motivo di difficoltà a raccogliere i dati dovuta anche al numero di casi significativi che si sono verificati in queste settimane, per un periodo consistente fa fatica a presentare i dati, e questo ovviamente è un marker di grande difficoltà del sistema e secondo gli algoritmi di rischio definito porta ad un rischio alto”.

4 novembre: la Valle d’Aosta è “zona rossa” dal 6 novembre

Il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa, annuncia un nuovo Dpcm con ulteriori misure restrittive. A questo si legherà un’ordinanza del Ministro della Salute Speranza che divide l’Italia in aree di diverso colore, dipendentemente dal fattore di rischio riguardo il nuovo Coronavirus. La Valle d’Aosta – assieme a Calabria, Lombardia e Piemonte – fa parte della “zona rossa”, considerata ad alto rischio.

2 novembre: attivato il servizio di tamponi rapidi “drive in” ad Aosta

È partita nel pomeriggio l’attività di “tamponi drive in” – attraverso i test rapidi antigenici –, nell’area della Pépinière d’Entreprises di Aosta.

“È un servizio che prevede che l’utente venga in questa zona ad effettuare i tamponi rapidi che danno una risposta in 15/20 minuti – spiega il responsabile del 118, dottor Luca Cavoretto–. Non un servizio è aperto a tutti, gli utenti arrivano su prenotazione fatta dall’Igiene pubblica”.

Chiude, fino a nuove disposizioni, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) in via Guido Rey. L’attività dell’Urp sarà garantita attraverso l’utilizzo del telefono e della posta elettronica, nei consueti orari di servizio, ovvero il lunedì, martedì e giovedì dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 16; il mercoledì ed il venerdì dalle 8 alle 13. Anche l’istituto del “Bonum-Malum” rimane sospeso fino a nuova comunicazione.

30 ottobre: dichiarato il coprifuoco in Valle dalle 21 alle 5

In serata il Presidente della Regione Erik Lavevaz ha firmato un’ordinanza che istituisce – da sabato 31 ottobre – un “coprifuoco” dalle ore 21 alle 5 del mattino. Il provvedimento è stato illustrato in una conferenza stampa.

Nelle ultime 24 ore in Valle il bollettino dell’Unità di crisi segnala155 nuovi casi positivi a fronte di 475 persone testate. Quattro, invece, i decessi – due donne e due uomini -, tutti registrati in ospedale che portano il totale a 166.

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità la Valle d’Aosta – assieme ad altre dieci regioni – è a rischio elevato di una trasmissione non controllata di Covid-19. Quattro regioni sono già nello scenario 4. Oltre alla Valle d’Aosta le regioni a rischio alto sono l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana e il Veneto.

Secondo il monitoraggio settimanale del Ministero della Salute-Iss, relativo alla settimana 19-25 ottobre 2020, l’Rt, ovvero l’indice di contagio, della nostra regione è dell’1.89.

29 ottobre: si alzano i numeri. Cinque decessi e 178 nuovi positivi in un giorno 

Nuovo record di positivi al Covid-19 in Valle d’Aosta. Nelle ultime 24 ore sono stati scoperti 178 casi a fronte di 300 persone testate. La giornata purtroppo registra anche il più alto numero di morti dall’inizio della seconda ondata: cinque nelle ultime 24 ore (dato più alto dal 12 aprile), di cui tre decessi registrati sul territorio e due in ospedale. Dei cinque deceduti tre sono uomini e due donne, il più anziano aveva 104 anni, il più giovane 72 anni.

Sul fronte dell’analisi dei dati, anche oggi arriva una conferma dei primati negativi della nostra regione. Il report settimanale della Fondazione Gimbe rileva, infatti, come i casi positivi ogni 100.000 abitanti sono saliti a 1.088 nella regione alpina (423 media nazionale, peggior risultato in Italia); l’incremento dei casi positivi è stato del 34,9% (media nazionale 30%); i casi testati ogni 100.000 abitanti sono stati 1.098 (media nazionale 1.197); il rapporto tra positivi e casi testati è del 51,1% (media nazionale 18%, peggior risultato in Italia); i ricoverati con sintomi ogni 100.000 abitanti sono 78,8 (media nazionale 23,1%, peggior risultato in Italia); i ricoverati in terapia intensiva ogni 100.000 abitanti sono 5,6 (media nazionale 2,3, peggior risultato in Italia).

27 ottobre: cominciano i trasferimenti dei primi pazienti dal “Parini” alla clinica di Saint-Pierre. L’ospedale apre il reparto Covid-4

Chiuso l’accordo ad inizio mese, i primi pazienti del “Parini” vengono trasferiti all’Isav di Saint-Pierre. Si tratta di 12 degenti, mentre entro giovedì 29 ottobre si arriverà a completare i 35 posti letto messi a disposizione dalla clinica. Il giorno prima, in conferenza stampa, il neo Assessore alla Sanità Roberto Barmasse aveva spiegato che l’accordo permette sì di sgravare i reparti dell’ospedale, ma che la Regione è alla ricerca di altre strutture, possibilmente già con personale sanitario all’interno: “Questo non è sufficiente, stiamo cercando delle alternative come le microcomunità ad altre strutture per questi pazienti”.

Intanto il “Parini” apre il reparto Covid-4, che dal Piano di riorganizzazione coincide con la Fase 4 (il Livello Rosso ++). Vengono quindi chiusi tutti gli spogliatoi, gli studi medici e le segreterie dell’emiciclo, che vengono trasferiti negli ambulatori ospedalieri. Il reparto di Ortopedia diventa Covid-4 (utilizzato fino a saturazione del Covid-3), e si predispone la chiusura di strutture ancora aperte con trasferimento dei pazienti nei reparti chirurgici.

L’Usl annuncia l’acquisto di 30.000 tamponi rapidi antigenici e di aver ampliato la dotazione dei macchinari per la refertazione e attivato accordi con enti esterni. È in fase di allestimento, inoltre, una tenda per i tamponi Drive In nella zona della Pépinière d’Entreprises di Aosta.

26 ottobre, saltano i primi eventi. Intanto le autorità ammettono: “La macchina dei tracciamenti è saltata”

Cominciano intanto a venir annullate le prime manifestazione previste per l’autunno in Valle. La Saison Culturelle viene nuovamente sospesa fino al 24 novembre, mentre salta il Marché Vert Noël. Qualche giorno prima a alzare “bandiera bianca” era stata “Art & Ciocc”. Intanto si avvita su se stessa la macchina del “contact tracing”. Montagnani spiega che il sistema “è andato in estrema difficoltà per l’alto numero dei pazienti che abbiamo registrato in questo periodo”.

24 ottobre: un nuovo Dpcm, bar e ristoranti chiudono alle 18 e la polemica per la riapertura di Cervinia

La sera del 24 ottobre il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte firma un nuovo Dpcm. Nel provvedimento, una delle decisioni che fa più discutere è quella delle chiusure imposte a bar e ristoranti a partire dalle 18, che fa preoccupare – per la tenuta dei comparti – in primis l’Associazione degli albergatori e Confcommercio, che qualche giorno più tardi organizzerà in piazza Chanoux la manifestazione #siamoaterra cui aderirà una sessantina di esercenti.

Fa discutere la notizia, rimbalzata su tutti i social, delle file a Cervinia. Per lo stesso 24 ottobre, infatti, era stata annunciata la riapertura degli impianti da sci.

23 ottobre: la Valle d’Aosta torna a far registrare dei decessi

La Valle d’Aosta torna a registrare decessi legati al Covid-19. Negli ultimi due giorni sono deceduti tre anziani, risultati positivi al coronavirus. Il dato sui decessi dall’inizio della pandemia sale quindi a 149. Le tre persone decedute sono una 92enne, una 94enne e un 83enne. Quest’ultimo era stato trasferito in ospedale dalla struttura Domus Paci di Donnas. Non succedeva dal 19 giugno.

La nostra regione, anche nell’ultima rilevazione indipendente della Fondazione GIMBE relativa alla settimana dal 14 al 20 ottobre, mostra record negativi per quanto riguarda il rapporto fra positivi/casi testati: 0ltre un caso testato su 3 è positivo in Valle d’Aosta.La brusca impennata del rapporto positivi/casi testati in tutta Italia dal 7% al 10,9%, secondo la Fondazione Gimbe “certifica il fallimento del sistema di testing & tracing per arginare la diffusione dei contagi”.

20 ottobre: Il “Parini” entra nel Livello rosso

L’ospedale “Parini” è entrato nel “Livello rosso”, la Fase 3 dell’emergenza prevista dal Piano operativo, che prevede la sospensione completa dell’attività elettiva medica e chirurgica, la conversione degli ambulatori in studi medici e uffici, la riorganizzazione degli ambienti amministrativi e gli studi nel settore di collegamento tra il corpo B e il corpo C, il trasferimento dei pazienti di Chirurgia generale in altri reparti l’allestito del reparto – che ha 30 posti letto – in reparto Covid-3 da utilizzare solo a completa saturazione del Covid-2.

L’operazione è praticamente pronta, come spiega Rodolfo Riva, primario di Pneumologia e direttore dei reparti Covid del “Parini”: “Siamo già arrivati al Livello rosso, chiudiamo Chirurgia entro stasera o al massimo domani mattina. In due giorni abbiamo quasi riempito Gastro-pneumologia”.

Decisione dettata dai numeri dell’emergenza: “Abbiamo bisogno di posti perché abbiamo 45 ricoverati – prosegua Riva –, 40 in reparto e 5 in Terapia intensiva, e che possono da un momento all’altro aumentare. Speriamo che entro sabato o domenica ci siano a disposizione i posti alla clinica di Saint-Pierre, per trasferire lì i casi più leggeri”.

Isav che sta effettivamente cominciando a prepararsi: nel weekend verrà allestito il primo piano con 35 posti dedicati ai pazienti Covidla convenzione è già stata firmata per l’ultimo trimestre del 2020, con limite al 31 dicembre –, che entro una decina di giorni dovrebbero essere pienamente operativi.

L’appello all’utilizzo del Pronto soccorso solo per reali emergenze

Intanto l’Azienda Usl comunica che, tra il 10 e il 20 ottobre 2020, si sono registrati 973 accessi in Pronto soccorso. Di questi, 258 sono stati codici bianchi, 605 codici verdi, 103 codici gialli e 7 codici rossi. Nelle ultime 24 ore, gli accessi sono 145 – quindi in aumento –, di cui 41 codici bianchi, 86 verdi, 17 gialli e 1 codice rosso.

“Questi numeri, che in situazioni di ‘ordinaria emergenza’ sono assimilabili allo stesso periodo dell’anno scorso, possono creare problemi alla struttura in periodo di emergenza sanitaria – spiega Stefano Podio, direttore della Sc medicina e Chirurgia di Accettazione e urgenza e emergenza territoriale/118 – e quindi, in considerazione dell’elevato afflusso di utenti al Pronto soccorso, dell’aumentare di casi di positività da Covid-19 e del presunto numero di pazienti che potrebbero essere positivi asintomatici, mi sembra opportuno fare appello alla popolazione affinché i servizi dell’emergenza-urgenza vengano utilizzati in maniera quanto più appropriata possibile”.

 

18 ottobre: superati i 20 ricoverati, si allestisce il reparto Covid a Saint-Pierre

Il superamento dei venti ricoverati fa scattare il riallestimento di un reparto Covid da 35 posti presso la clinica di Saint-Pierre, secondo gli accordi in essere con l’Azienda USL. I pazienti saranno poi effettivamente spostati dal Parini di Aosta alla clinica al raggiungimento del trentesimo ricovero.

 

15 ottobre: Saint-Denis, Chambave e Verrayes diventano “zona rossa”

Saint-Denis, Chambave e Verrayes sono “zone rosse”. A deciderlo un’ordinanza del Presidente della Regione Testolin firmata in serata, legata alle preoccupazioni sul focolaio sviluppatosi a seguito di una festa dei coscritti di fine settembre. L’indice R(t), pari a 2 in queste zone, ha superato la soglia di allerta.

13 ottobre: 35 alunni e 12 docenti positivi

33 nuovi positivi nella nostra regione, che porta i casi attuali a 258. Il dato è presente nel Bollettino del Ministero della Salute. Crescono anche i ricoverati: 14 (ieri erano 12) di cui 3 in terapia intensiva e gli altri in reparto. In isolamento domiciliare si trovano 244 persone.  I casi positivi nelle scuole valdostane sono 47: 35 alunni e 12 docenti. In isolamento fiduciario si trovano 614 studenti e 134 insegnanti.

10 ottobre: Impennata dei casi: + 44 contagiati in 24 ore

I casi positivi salgono di 44 unità arrivando a quota 180 (ieri erano 139, 3 sono  guariti). Alto anche il numero dei tamponi effettuati pari a 229. Nel numero non sono compresi i tamponi fatti, tra ieri e oggi, ad un’ottantina di insegnanti delle scuole valdostane in isolamento fiduciario.  I ricoverati con sintomi sono sei e tre quelli in terapia intensiva. I guariti  dall’inizio dell’epidemia sono 1.120.

Focolaio tra Verrayes e Saint-Denis

Un piccolo focolaio è stato rilevato nella zona fra Saint-Denis e Verrayes: si tratta di una decina di casi positivi, per lo più giovani, riscontrati solo negli ultimi due giorni. E’ molto probabile che il contagio si sia diffuso tra i partecipanti alla festa dei coscritti dei neodiciottenni di Verrayes, Chambave e Saint-Denis. “Per l’età dei contagiati pensiamo che il problema sia sorto durante i festeggiamenti dei coscritti” conferma Wanda Chapellu, sindaca di Verrayes. “Pensiamo si siano riuniti informalmente, spostandosi sui tre territori, anche perché non c’erano, proprio per il Covid, né a Verrayes, né a Chambave o a Saint-Denis feste o eventi in cui potevano assembrarsi”. La sindaca rassicura però sull’operatività degli uffici comunali, nonostante alcune misure di isolamento.

Salgono ancora le classi in quarantena. Fra oggi e domani verranno “tamponati” gli oltre 80 docenti delle scuole valdostane in isolamento fiduciario Rispetto a ieri, sono ancora aumentate le classi in quarantena, diventate: 6 allo Iar, 9 al Corrado Gex, 1 all’artistico, 1 al musicale, 2 all’Isiltep di Verrès, 1 al Don Bosco, 3 al Maria Adelaide, 1 al Berard, una classe elementare di Aosta e una classe alle medie Prosper Duc di Chatillon.

9 ottobre: un piccolo focolaio in media Valle. Tamponi a un’ottantina di docenti

Nuovo balzo avanti in soli due giorni dei positivi in Valle d’Aosta. I casi attuali sono 139, con due ricoverati in terapia intensiva e quattro nel reparto di malattie infettive. In isolamento si trovano 133 persone.  Secondo l’ultimo report di monitoraggio del rischio riferito alla settimana 28 settembre/4 ottobre, la classificazione di rischio della nostra Regione è moderata – Rt 1,09 

26 settembre: 11 nuovi casi

Balzo significativo in avanti dei casi di coronavirus in Valle d’Aosta. Nelle ultime 24 ore sono stati individuati undici nuovi positivi. Sale, quindi, a 66 il numero di positivi attuali nella nostra regione. Il dato è contenuto nel bollettino odierno diffuso dal Ministero della Salute. Rimangono tre i ricoverati all’Ospedale Parini di Aosta, mentre 63 persone si trovano in isolamento domiciliare. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 152 tamponi.

13settembre: torna un paziente in rianimazione

Dopo quattro mesi – era il 12 maggio – il reparto di Rianimazione del “Parini” torna domenica 13 settembre ad avere un ricoverato Covid. Il paziente è un 72enne, con un quadro clinico già complicato da patologie pregresse, tornato nei giorni scorsi dalla Calabria.

“Il paziente – spiega il dottor Luca Montagnani, coordinatore dell’emergenza – è un Covid sintomatico un po’ più complicato degli altri ospedalizzati. Le sue condizioni sono però in miglioramento, e quindi già nel pomeriggio potrebbe essere trasferito nel reparto Covid”, ovvero in Malattie infettive, dove sono già degenti altre tre persone, una in più di venerdì scorso. Le persone in isolamento domiciliare, 31 alla fine della scorsa settimana, sono attualmente 35. I complessivi attuali sono quindi 39, sei in più rispetto a venerdì scorso. Sei anche i guariti clinicamente in più rispetto allo scorso bollettino. Da inizio pandemia i casi totali sono invece 1.263.

31 agosto: focolaio a seguito di una grigliata a Courmayeur, 8 contagi

In tre giorni raddoppiano i positivi in Valle d’Aosta, passando a 31. L’incremento è dovuto in buona parte a un focolaio  –  8 in tutto i contagi –  sviluppatosi a Courmayeur a seguito di una grigliata alla quale erano presenti numerose persone. Due le persone ricoverate all’Ospedale Parini di Aosta fra cui una donna, trovata nuovamente positiva al coronavirus dopo quattro mesi, dalla dichiarata guarigione il 24 aprile scorso. La paziente, che ha patologie respiratorie pregresse, si è nuovamente presentata domenica in ospedale per un aggravarsi delle sue condizioni cliniche e dal tampone effettuato all’ingresso della struttura sanitaria è emersa la sua positività.

26 agosto: l’Ospedale Parini torna ad essere Covid free

L’ospedale “Parini” torna ad essere “Covid free”. Nella mattinata di oggi – mercoledì 26 agosto -, infatti, il secondo tampone consecutivo ha confermato la negatività dell’ultimo ricoverato, un 81enne che risultava malato dalla metà dello scorso aprile e che nei mesi scorsi era stato anche in Terapia intensiva. Affetto anche da altri problemi di salute, l’uomo sarà ora trasferito in un’altra struttura. Il bollettino del Ministero della Sanità, che ieri segnalava due nuovi casi in Valle d’Aosta, torna a far segnare “zero” nelle ultime 24 ore, con il numero dei positivi attuali –  che restano dodici in totale –, tutti in isolamento domiciliare.

11 commenti su “Coronavirus, 8 decessi nelle ultime 24 ore. 146 i guariti, più del doppio dei nuovi positivi”

  • mario 1959 says:

    Bravi politichini pulcinella avrebbe fatto meglio di voi abbiamo di nuovo dei positivi
    ci avete controllato anche con i droni ma non avete pensato a controllare chi arriva
    dall’estero e da fuori valle spero che settembre arrivi presto per mandarvi
    democraticamente a casa .
    Vi ricorderemo per la vostra incapacita’

  • Andrea Manna says:

    Saint denis chambave e verrayes note zone di movimento turistica specialmente ad ottobre…per la serie commentare per essere un leone da tastiera e a giudicare dal tono pure sfondo leghista che gi di per sé è una brutta cosa.

  • Francesco Bonvicini says:

    L’ospedale si riempie di pazienti COVID perché questi malati nelle loro case non vengono seguiti da nessuno.

    Ho un amico positivo ammalato sintomatico che è a casa e nessuno lo ha chiamato per sapere come stesse.
    Dopo una settimana i sintomi si sono aggravati e faticava a respirare. Ha chiamato il medico di famiglia ma questo non è andato a visitarlo. Dopo altre telefonate si è presentato il medico di guardia che si è limitato a misurargliv l’ossigeno con lo strumentino sul dito senza ascoltargli i polmoni.
    Poi continuando ad insistere è riuscito a farsi visitare da un medico dell’ASL che finalmente gli ha prescritto i farmaci previsti per i malati di covid, ma ha dovuto aspettare ancora 24;ore per averli perché la ricetta doveva essere emessa dal medico di famiglia.

    Invito Aosta Sera a mettere i riflettori anche sulla organizzazione che dovrebbe seguire i malati di covid a casa, forse così opinione pubblica, amministrazione e politica valdostana eviteranno di trovarsi con l’ospedale saturato.

  • inizio a capire perchè in africa o nei paesi cosidetti del terzo mondo non si muore di Covid….perchè dalle loro parti all’età di 94 anni 92 anni 83 anni sono già nei campi elisi da un bel po’…….

  • mah. mettetevi almeno d’accordo sui cifre numeri e statistiche…
    ” Nelle ultime 24 ore a fronte di 440 tamponi sono stati scoperti 96 nuovi casi portando il totale a 1.001. La percentuale dei positivi sui testati giornalieri è del 21 per cento. ” fonte La Stampa VDA 23 Ottobre 2020
    17:10

    • Sono uno dei medici che si occupa di seguire i pazienti covid a domicilio. Signor Bonvicini la aspettiamo domani mattina all’ex Maternità così potrà constatare che il servizio esiste, tutti i giorni dalle 8 alle 20 dal lunedì alla domenica. 12 ore di lavoro non stop che spesso diventano 13, 14. Seguiamo centinaia di persone ogni giorno e purtroppo può capitare che qualcuno ci sfugga. Ma sicuramente lei ci saprà insegnare come lavorare meglio.

      La aspettiamo a braccia aperte,nella vita reale non qui dietro la tastiera.

  • posso suggerire di mettere “Cronaca della seconda ondata” in senso cronologico opposto, partendo dalla data più recente e, man mano che si scorre, passare alle date più “vecchie”; faciliterebbe – e di molto- la lettura.

  • Forse andrebbe citato almeno il nome (senza i cognomi) dei morti, così, giusto per ricordare che non sono numeri, erano persone e un numero solo lo fa quasi dimenticare..

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