Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 22 Maggio 2020 14:04

Costringe un adolescente a subire atti sessuali, condannato a 5 anni

Aosta - La sentenza è stata pronunciata oggi, venerdì 22 maggio, dal Gup Fadda nei confronti di un 56enne aostano, F.S., accusato di violenza sessuale aggravata. Dalle indagini sono emersi due episodi.

Cinque anni di reclusione sono la pena comminata dal Gup Luca Fadda ad un 56enne aostano, F.S., accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un minore. L’udienza, svoltasi con rito abbreviato, si è conclusa oggi, venerdì 22 maggio, al Tribunale di Aosta.

Dalle indagini (a rappresentare l’accusa in aula, il pm Carlo Introvigne) era emerso che l’uomo, in due diverse occasioni, avesse costretto un ragazzo, di cui era amico di famiglia, a subire atti di natura sessuale.

La prima volta, nel maggio 2016, secondo la ricostruzione inquirente, con l’adolescente ospite nella sua casa di Aosta, gli aveva chiesto di dormire con lui nella stessa stanza. Nella notte, aveva quindi approfittato di lui, toccandolo nelle parti intime.

In seguito, nel gennaio 2017, era emerso dalle investigazioni, l’abuso si era verificato in una casa dell’imputato in Piemonte, assumendo anche contorni macabri. In quel caso, il 56enne aveva infatti legato il giovane mani e piedi ad una spalliera, passandogli i fianchi di un coltello sopra il petto e quindi toccandolo nuovamente.

Era poi andato oltre, legandosi a sua volta e chiedendo al ragazzo di fare lo stesso su di lui. La vittima, tuttavia, aveva rifiutato e si era data alla fuga. Dai fatti sono scaturite anche diverse aggravanti del reato contestate all’uomo, tra le quali l’uso di armi e le violenze gravi, tali da cagionare alla vittima un grave pregiudizio, viste la reiterazione e l’invasività delle condotte.

Nel determinare la pena, oltre alla “riduzione” prevista dal rito abbreviato, il giudice ha tenuto conto del parziale risarcimento del danno cui l’imputato ha proceduto e del fatto di essersi sottoposto ad un percorso terapeutico. Le indagini, innescate da una segnalazione dei servizi sociali, sono state condotte dai Carabinieri del cuneese, ai quali l’uomo aveva sostanzialmente ammesso le sue responsabilità.

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