Cronaca

Ultima modifica: 10 Settembre 2019 21:34

Evasione Iva del Forte di Bard: durata un’ora l’udienza del Riesame

Aosta - La decisione sul dissequestro di conti e beni immobili, chiesta dall’associazione e dall’ex consigliere delegato Accornero, è attesa nei prossimi giorni. La difesa del manager ha depositato motivi aggiunti di ricorso.

Forte di BardL'ex consigliere delegato Accornero e il presidente Badéry (sullo sfondo) prima dell'udienza.

È durata circa un’ora, nella tarda mattinata di oggi, martedì 10 settembre, l’udienza in Tribunale a seguito del riesame chiesto dal Forte di Bard, e dall’ex consigliere delegato Gabriele Accornero, del provvedimento con cui il Gip ha disposto il sequestro di 1,1 milioni di euro, tra depositi bancari dell’associazione e un immobile del manager, per una presunta evasione dell’Iva nel periodo 2015/6.

Introdotta dall’illustrazione del caso, da parte del giudice relatore Marco Tornatore (il collegio si completa con i magistrati Giuseppe Colazingari e Maurizio D’Abrusco), la sessione ha visto quindi gli interventi delle parti che hanno impugnato il provvedimento: gli avvocati Roberto Calleri del foro di Torino, per il Forte di Bard, e Corrado Bellora di Aosta per Accornero. Sia l’ex consigliere, sia l’attuale presidente Ornella Badery, erano presenti in aula. La discussione si è chiusa con il pm Luca Ceccanti, che ha ribadito la tesi accusatoria, da cui deriva la misura.

Per l’ufficio inquirente, mossosi a seguito di una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate, l’associazione avrebbe svolto attività commerciali e non avrebbe rispettato alcune disposizioni dello Statuto indispensabili per beneficiare di un regime fiscale agevolato, nonostante formalmente si trattasse di una “no profit”. Da qui, la valutazione che circa 5 milioni di euro di fondi ricevuti, in parte anche provenienti dalla Regione, andassero qualificati come corrispettivi, sottoposti pertanto al versamento dell’Iva e l’indagine per dichiarazione infedele a carico di Accornero.

Di avviso opposto i legali (l’avvocato Bellora ha depositato anche, stamane, alcuni motivi aggiunti di ricorso), secondo i quali le erogazioni dall’amministrazione regionale rappresentavano dei contributi all’associazione e, pertanto, non erano soggetti all’imposta. Se anche lo fossero stati – è stata la tesi sostenuta in udienza – nel periodo oggetto delle indagini era in essere lo “split payment”, per cui la deduzione dell’Iva avrebbe dovuto essere effettuata “a monte” dalla Regione. La decisione della sezione del Riesame è attesa, orientativamente, nel giro di un paio di giorni.

Forte di Bard
L’ex consigliere delegato Accornero e il presidente Badéry in Tribunale.

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