E’ una corsa contro il tempo quella contro la frana di La Saxe, che incombe su parte degli abitati di Entrèves e La Palud. Il vallo protettivo deve essere ultimato prima che il disgelo provochi il distacco. “Se il meteo ci assisterà e se le pratiche non subiranno ritardi, contiamo di aprire il cantiere entro due o tre settimane, e termineremo il vallo di protezione in circa cinque mesi” ha dichiarato ieri sera il coordinatore del dipartimento difesa del suolo e risorse idriche Raffaele Rocco, di fronte al pubblico riunito nel salone parrocchiale di Entrèves.
L’incontro è stato convocato dalla Regione, che ha così potuto fornire gli ultimi aggiornamenti sulla situazione. Oltre a Rocco, neo commissario responsabile dei lavori, erano presenti il presidente della Regione Augusto Rollandin, l’assessore Marco Viérin, il sindaco Fabrizia Derriard e il dirigente della struttura attività geologiche Davide Bertolo. A quest’ultimo è spettato il delicato compito di raccontare la frana nella sua evoluzione recente. “Grazie a una notevole opera di monitoraggio sappiamo che lo scenario peggiore, quello che presupponeva lo smottamento di più di 8 milioni di metri cubi, non è più da considerare attuale. Una porzione del fianco destro si è progressivamente resa sempre più autonoma dal resto della massa: dall’aprile 2013 al febbraio 2014 quest’area si è mossa, in alcuni punti, di 10 metri, in altri di 4. Sgretolandosi, ha iniziato a comportarsi più come della terra che come della roccia, è evidente che è potenzialmente in grado di scivolare a lungo prima di precipitare. La realizzazione del vallo servirà a proteggere abitanti e case da questa porzione più limitata di frana, dal volume di 1,6 milioni di metri cubi”.
Il tempo scarseggia, visto che, dati alla mano, la frana subisce un’accelerazione notevole soprattutto alla fine dell’inverno. Non solo: come è apparso evidente lo scorso novembre, la porzione interessata, oramai frammentata e non più impermeabile, è diventata sensibile, oltre che alle acque del disgelo primaverile che scorrono in profondità, anche alle precipitazioni. “I nostri sistemi – ha evidenziato Bertolo – ci permettono di lanciare l’allarme in anticipo, di monitorare i movimenti e di predire con alta probabilità gli eventi, ma in questo ambito non esistono certezze. Il nostro obiettivo è quello di agire nel modo più ragionevole per mettere in sicurezza, prima di tutto, gli abitanti”.
Il vallo, come ha spiegato Raffaele Rocco, sarà lungo 750 metri, e sarà realizzato in otto spezzoni differenti per altezza (da 6 metri a 10,8 metri), spessore (8, 12, 15, 20 metri), forma (a scogliera, ad ombrelli). I lavori, dal costo di 11 milioni di euro circa – 8 milioni dallo Stato, il resto dalla Regione – comprendono anche un sistema di drenaggio che ridurrà gli effetti del disgelo, per guadagnare tempo, e un canale derivatore che consentirà alla Dora di Ferret, che scorre a valle della frana, di defluire. “Senza queste precauzioni, rischieremmo di trovarci un lago a monte, o il villaggio inondato”.
Ma la lista dei lavori è lunga. “Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, abbiamo inserito in progetto anche una strada camionabile, una sorta di mini circonvallazione che permetterà di bypassare La Palud, e alcune soluzioni per i parcheggi” ha aggiunto l’assessore Marco Viérin.


