“Amava la vita e la sua semplicità, ma soprattutto amava aiutare le persone: non ha mai chiesto in cambio nulla, se non ciò che la gente decideva spontaneamente di offrirgli. L’amore che vi ha dato è ricambiato ancora oggi, con la vostra presenza, a dimostrazione di quanto fosse ben voluto da tutti”.
Massimiliano Morandini si è rivolto così, agli amici accorsi al cimitero di Aosta questa mattina per salutare un’ultima volta suo padre “Paolino”, lo scultore assassinato da tre romeni nella notte di venerdì 29 aprile scorso, nel monolocale-atelier del centro storico del capoluogo.
“L’artista riposerà nella sua amata Aosta – ha continuato – dove lascerà un vuoto incolmabile”.Non lo dimenticheranno i negozianti, i vicini di casa e tutte quelle persone che Morandini aveva aiutato riparando un elettrodomestico, tirando su un muro o semplicemente dando una mano a portare le borse della spesa. Non lo dimenticheranno i parenti, vicini e lontani, e tantomeno suo figlio, che anche in un momento così difficile, è riuscito a guardare più lontano.
“Un giorno potrò riabbracciare mio padre – ha concluso Massimiliano – e le lacrime di dolore si trasformeranno in lacrime di gioia”.




