Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 1 Gennaio 2021 14:05

“Non è Roma? Maledetto navigatore!”: 27enne arrestato a Trieste per evasione

Aosta - L’uomo, Ovidiu Durac, di nazionalità romena, aveva lasciato in mattinata il carcere di Brissogne ed era atteso nella capitale ove avrebbe dovuto scontare, in detenzione domiciliare, un anno e 7 mesi per furto.

Valico FernettiIl valico di Fernetti.

Dopo aver lasciato il carcere di Brissogne lo aspettavano a Roma per scontare, in regime di detenzione domiciliare, una pena di un anno e 7 mesi per furto. I suoi problemi sono iniziati quando i Carabinieri lo hanno fermato, a bordo della Mazda sation wagon su cui aveva intrapreso lo spostamento, a Fernetti, località triestina di valico tra l’Italia e la Slovenia, arrestandolo per evasione.

Al momento del controllo, nel primo pomeriggio di martedì 29 dicembre, Ovidiu Durac, 27enne romeno, ha chiesto ai militari del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Aurisina se fosse già arrivato nella capitale. Di fronte agli sguardi increduli degli operanti si è giustificato con un errore di impostazione del navigatore, conseguenza del completamento automatico delle località inserite.

Parole che non sono riuscite ad evitargli le manette. Al volante dell’auto si trovava il fratello maggiore, un 30enne residente a sua volta a Roma e sottoposto ad obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, accompagnato dalla moglie. Per entrambi è scattata la denuncia per favoreggiamento, mentre l’arrestato è stato condotto al carcere di Gorizia.

Le sventure di Durac con la giustizia erano iniziate sempre a bordo di un’auto. Nel pomeriggio dello scorso 4 ottobre, i Carabinieri della stazione di La Thuile lo avevano fermato al colle del Piccolo San Bernardo, diretto in Francia, scoprendo dagli accertamenti che su di lui pendeva un ordine di carcerazione del Tribunale di Roma, per espiare la pena residua. Anche in quel caso, viaggiava con dei fratelli.

Il 27enne era stato così incarcerato a Brissogne. Quindi, nelle scorse settimane la decisione di concedergli la detenzione domiciliare e l’autorizzazione al nuovo viaggio in auto. Teoricamente, alla volta della “città eterna”, ove è residente in Italia. Di fatto, di nuovo verso una frontiera, ma anche stavolta sul suo cammino ha trovato una pattuglia dell’Arma ed è tornato in cella.

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