Cronaca di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 19 Giugno 2018 21:54

Operazione White Shuttle, i corrieri della droga ogni due giorni rifornivano il mercato di Aosta

Aosta - I numeri dell'indagine tra Aosta e Milano: 21 persone denunciate a piede libero, 21 misure cautelari richieste, otto ordinanze di misure cautelari, 300 gr di eroina e cocaina sequestrate, 1,5 kg di droga trasportata in Valle per un totale di 3000 dosi.

Ventuno persone denunciate a piede libero, otto ordinanze di misure cautelari, 300 grammi di eroina e cocaina sequestrate, 1,5 kg di droga trasportata in Valle per un totale di 3000 dosi. Sono questi i numeri dell’Operazione White Shuttle (navetta bianca) condotta dalla Squadra mobile e dalla sezione narcotici della Questura di Aosta. Partita a fine settembre l’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Daniela Isaia, ha permesso di ricostruire il mercato dello spaccio ad Aosta. “Un fenomeno rilevante e preoccupante per una piccola località come Aosta" è stato spiegato oggi in una conferenza stampa. L’ordinanza di misura cautelare in carcere, firmata dal Gip Maurizio D’Abrusco è scattata per Norredine Badri, marocchino di 29 anni, residente a Milano, arrestato già il 4 dicembre scorso. L’uomo, ricercato da 13 mesi per traffico internazionale di droga, era il fornitore dei valdostani.
Agli arresti domiciliari sono finiti invece David Cortellessa, 27 anni, Stefania Luciana Salvatore, 43 anni, Cristina Cavallera, 44 anni, Marco Caffarati, 50 anni e Massimo Penti di 43 anni, tutti di Aosta. Dovrà presentarsi invece quotidianamente in Questura Loris Caffarati di 22 anni.
Un altro soggetto italiano, residente a Monza è invece tuttora ricercato dalla Questura. Proprio quest’ultimo che faceva da tramite tra il marocchino e i valdostani ha condotto i poliziotti da Badri in una zona malfamata di Milano.

Secondo le ricostruzioni della Squadra mobile ogni due giorni da Aosta gli indagati partivano in direzione Milano per rifornire il mercato locale di droga, prevalentemente di eroina. La polizia ha documentato in particolare oltre 70 viaggi. “Un sistema capillare e organizzato che ogni due giorni andava a reperire circa 40 grammi di droga” spiega il Commissario Capo Nicola Donadio. “In tanti anni è la prima volta che siamo riusciti – sottolinea il sostituto commissario Valter Martina – a prendere i canali giusti e a documentare quando andavano i soggetti a rifornirsi di sostanza stupefacente a Milano, chi è sceso, quanta droga ha portato e come la sostanza è stata poi spacciata ad Aosta”.
Ricostruito il quadro la Squadra mobile ha deciso di intervenire anche a seguito della morte per overdose, il 29 novembre scorso di Giuseppe Accardi, 50 anni di Aosta. “La droga che ha portato alla morte di questo tossicodipendente arrivava da questo canale, attraverso uno di questi soggetti” spiega ancora Martina. E Donadio aggiunge: “ Gli stessi consumatori si rendevano conto che la merce era di scarsa qualità. Da qui la nostra preoccupazione e la scelta di intervenire".

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