Il pm Introvigne ha depositato le richieste di rinvio a giudizio per Fernando Fabrizio e Federico Caniggia, dirigenti della società accusati di concorso in omicidio colposo aggravato per l’incidente di capodanno.
"Sono stati implicati, loro malgrado, in questa vicenda, nonostante avessero correttamente operato al solo fine di mantenere un'impresa importante per la nostra regione".
Lo smottamento, piuttosto importante, è stato probabilmente causato dal maltempo dei giorni scorsi. Le frazioni di Cerellaz e Vertosan (comune di Avise) e Clavel, Cerlogne, Vens (comune di Saint-Nicolas) sono comunque accessibili da Avise.
Le reazioni di politici e tecnici alle assoluzioni pronunciate dal Gup Paolo De Paola. Unanime la soddisfazione. Da parte degli ex assessori, il riferimento all’“aver messo i soldi per ristrutturare” il Casinò, “sennò sarebbe già chiuso”.
La decisione del giudice De Paola è attesa per il tardo pomeriggio di oggi. Potrebbe pronunciare la sentenza per gli otto imputati, oppure accogliere una richiesta di consulenza tecnica, che farebbe protrarre il giudizio.
All'uscita da Palazzo di giustizia, il manager si è limitato a dire: “I chiarimenti li ho dati al giudice”. E' verosimile ritenere che il nocciolo della questione sia rappresentato dal bilancio della Casa da gioco al 31 dicembre 2017.
L'udienza, che vede tra gli imputati gli ex assessori regionali Baccega, Perron e Rollandin, è iniziata attorno alle 9.40 di oggi. In caso di accoglimento dell'istanza dell'accusa, le difese hanno annunciato la richiesta di una nuova discussione.
L’istanza fallimentare del pm Ceccanti poggia sull’insolvenza delineata in più passi della relazione del CdA uscente, nonché su accertamenti della Guardia di finanza relativi anche a numerose consulenze affidate.
Al dipendente di un’azienda agricola di La Salle, dal gennaio al marzo scorsi, secondo la Procura, sarebbero stati riconosciuti mediamente 10 euro per 15 ore di lavoro, oltre all'alloggiamento in un container.
Si è concluso oggi il processo di primo grado ai coinvolti nel traffico di stupefacenti gestito, secondo le indagini, da Albert Bushaj, 37enne albanese già condannato nell’aprile 2017. Tra gli imputati, suo padre e suo cugino.
Il ragazzo è invece stato assolto dalle accuse di sequestro di persona, di danneggiamento e di maltrattamenti in famiglia. Agli arresti dallo scorso febbraio, il giudice ne ha disposto la scarcerazione.