Ieri sera, 28 novembre, attorno alle ore 22.30, alla rotonda di viale dei Partigiani. L’auto è finita sulla parte rialzata della carreggiata, abbattendo una colonnina antincendio.
Manuel Tribunella di Saint-Christophe, era appena tornato in panchina, sabato sera, quando ha iniziato ad accusare un forte mal di testa. I compagni hanno chiamato il 118 e, una volta in ospedale, la diagnosi di sospetta ischemia.
Durante i servizi di controllo della Polizia, due giovani residenti ad Aosta - uno di 20 e uno di 18 anni - sono stati notati dagli agenti della Squadra Volanti
Si tratta di Fanan Abdelghani, 30 anni, di origini marocchine e residente a La Salle. L’alterco con un connazionale (che è ricoverato in neurologia ed è in ripresa), era avvenuto nella notte tra domenica e lunedì scorsi, in via Chambéry ad Aosta.
Damiano Davidovic, 27 anni, era stato arrestato al tunnel del Monte Bianco per l’uso di una carta d’identità falsa. Dalle indagini è emerso che aveva completato una fraudolenta registrazione tardiva di atto di nascita. Oggi il processo ad Aosta.
Da ieri sera verso le 19.30 è chiusa a scopo precauzionale la parte alta della strada regionale della Valsavarenche, tra le località Pont e Eaux Rousses. 40 cm di neve a Rhemes, 35 a Eaux Rousses e 1 metro a Pont.
Si tratta di Gianpaolo Tripodi, 53 anni, in servizio presso la Polizia di frontiera. Indagini e processo scaturite da un episodio in piazza Zerbion, a Saint-Vincent, il 14 novembre 2015.
La richiesta si basa su una presunta "imprudenza, negligenza e imperizia" che avrebbe agevolato "infiltrazioni della criminalità organizzata" all'interno della ditta.
A scoprire l’accaduto, una donna che, ieri pomeriggio, si era recata a far visita ad un congiunto scomparso. Sul posto è intervenuta la Polizia scientifica. Le indagini sono affidate alla Squadra mobile della Questura.
Le pietre, di un paio di metri di larghezza l’una, sono finite accanto all’azienda zootecnica. Dal sopralluogo di amministratori e tecnici sono emersi l’innalzamento “del livello di pericolosità” e la necessità di “ulteriori analisi”. Da lì, lo sgombero.
Nei mesi scorsi a denunciare la presenza di barriere architettoniche era stata la madre di un alunno che aveva avuto difficoltà ad entrare nello stabile perché gli ausili per disabili non erano ancora stati messi in funzione.