Dopo le sentenze del Tar che hanno parzialmente corretto i risultati delle elezioni regionali (riassegnando un seggio ad Avs ed eliminandolo all’Union Valdôtaine) e delle comunali a Champdepraz (decretando la parità tra le due liste in competizione e stabilendo quindi un secondo turno elettorale), ora cosa accade e cosa cambia? La domanda è spontanea e la questione impegna, sin dalla notifica delle sentenze, la dirigenza di Palazzo regionale.
Il dato comune è che i dettami del Tribunale amministrativo sono esecutivi: la modifica dei risultati delle due tornate elettorale è efficace con la decisione dei giudici. Per quanto riguarda il Consiglio regionale, gli uffici stanno procedendo all’istruttoria dei controlli su Andrea Campotaro, collocato in posizione utile nella lista di Alleanza Verdi Sinistra per ricoprire il seggio riassegnato, che diverrebbe il terzo del gruppo (assieme a Chiara Minelli ed Eugenio Torrione).
Qualora, dai controlli, non emergano per l’ingegnere della bassa valle impedimenti a rivestire la carica di Consigliere regionale, la sua surroga verrà iscritta all’ordine del giorno della prossima seduta dell’assemblea, convocata per l’11 e 12 febbraio. In quella sede, con l’ingresso del nuovo eletto, avverrebbe anche l’aggiustamento delle Commissioni consiliari.
Esiste, va ricordato, per Cristina Machet (decaduta dall’ufficio di consigliera per effetto della sentenza del Tar Valle d’Aosta), la possibilità di impugnare la decisione dei giudici amministrativi dinanzi al Consiglio di Stato, chiedendo anche la “sospensiva”, cioè l’interruzione temporanea degli effetti della sentenza, nell’attesa della discussione del suo ricorso.
Il termine per l’opposizione è di 20 giorni dalla sentenza del Tar e, nella prima reazione della settimana scorsa, il Mouvement dava conto di avviate valutazioni al riguardo. Qualora venisse depositata l’impugnazione, il Consiglio di Stato – trattandosi di materia elettorale – dovrebbe procedere con più rapidità delle cause amministrative. Se, tra tempi tecnici di presentazione del ricorso e convocazione dell’udienza, si arrivasse prima alla sessione dell’assemblea regionale, intanto Campotaro entrerebbe in Consiglio.
Poi – qualora l’eventuale sospensiva venisse concessa dai giudici – Machet tornerebbe tra gli scranni dell’aula, facendo venire meno l’avvenuta surroga di Campotaro. A seguire, il ricorso verrebbe discusso nel merito e la decisione (essendo il Consiglio di Stato il livello di giudizio massimo della giustizia amministrativa) avrebbe carattere definitivo (e potrebbe ulteriormente cambiare le carte nella composizione dell’assemblea).
Per quanto riguarda il comune di Champdepraz, la faccenda è complessivamente più semplice. Il Presidente della Regione ha un termine di 60 giorni per l’indizione del “ballottaggio” nel comune dove i candidati alla carica di primo cittadino sono Monica Glassier e Michel Borettaz. I ragionamenti dei tecnici regionali sul fine settimana in cui tenere il turno elettorale sono avviati. Anche in questo caso, però, esiste la possibilità, per le controparti soccombenti nel giudizio al Tar, di rivolgersi al Consiglio di Stato e chiedere la “sospensiva”. I prossimi giorni daranno una risposta.
