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Spaccio di “coca”, altri quattro “bravi ragazzi” in manette

Nella notte, la Squadra Mobile ha eseguito quattro arresti e una misura cautelare nei confronti di altrettanti residenti ad Aosta, tre di origini marocchine, due italiani. Recuperati anche una quindicina di grammi di stupefacente.
Cronaca

“Bravi ragazzi”, no, o meglio solo nel senso del film di Scorsese. Furbi forse sì, ma nemmeno troppo. Dopo che la Polizia aveva decapitato, con gli arresti dello scorso febbraio, il traffico di cocaina di cui anche loro erano sospettati, si erano fatti accorti, cambiando modalità. Stop allo smercio su piazze a cielo aperto, per evitare i controlli delle forze dell’ordine, e via allo spaccio itinerante, capillare e diffuso, ad Aosta ma anche nel circondario. Non è bastato, perché gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia erano rimasti “sul pezzo” e, dalle 5 di oggi, venerdì 5 luglio, sono scattati quattro arresti e una misura cautelare, per altrettante persone residenti nel capoluogo regionale.

In carcere sono finiti in tre, ritenuti i gestori del “giro”, tutti di origine marocchina: i fratelli Mohammed Rida (32 anni) e Imad (28) Ryadi e Sami El Jouarani (26). Secondo gli inquirenti, erano coadiuvati da due italiani: Morris Andiloro (39), cui sono stati applicati i domiciliari, e Antonino Pandolfino (55), già noto per i precedenti specifici e destinatario dell’obbligo di firma e presentazione alla polizia giudiziaria. “Nell’operazione – ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile, il commissario capo Eleonora Cognigni, nella conferenza stampa seguita all’operazione – sono stati identificati una cinquantina di assuntori, alcuni già visti nelle scorse indagini, dai vent’anni in su, nessun minorenne”.

I tratti distintivi dell’attività di spaccio, spiegano in Questura, erano nella salda ed attenta cooperazione tra i soggetti fermati, nella diversificazione costante del linguaggio “in codice” tra pusher e acquirenti, nonché nel cambio frequente di mezzi ed abitudini, oltre che di luoghi. Se a febbraio si poteva parlare prevalentemente di droga venduta soprattutto al quartiere Cogne di Aosta, in questo caso la “neve” risulta essere caduta ben più ad ampio raggio. Nelle perquisizioni scattate stanotte sono stati recuperati, tra l’altro, una quindicina di grammi di cocaina già suddivisi in dosi e vari strumenti di confezionamento.

L’approvvigionamento, nella ricostruzione degli uomini della Mobile, avveniva su Torino. La “scaltrezza” indotta ai primi arresti vuole, però, che il secondo “team” di “bravi ragazzi” girasse con pochissimo stupefacente addosso. Quel che bastava per soddisfare le consegne “itineranti” concordate di volta in volta, con un mercato su Aosta e dintorni che le due operazioni (e l’incarcerazione di uno dei primi fermati, perché continuava lo smercio malgrado i domiciliari) delineano più vasto dell’immaginabile e “centrato” sulla “coca”. Quel che è bastato per finire nella rete tesa dalla Polizia.

0 risposte

  1. C’è anche la “versione” senza “dodicimila” virgolettati??

    Cordiali “saluti”

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