Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 13 Aprile 2021 10:19

Spaccio di cocaina ad Aosta, condannato ad 8 mesi di carcere

Aosta - Il giudice Tornatore ha ritenuto colpevole dello smercio di stupefacenti il 28enne Marco Cabraz, che era stato arrestato lo scorso novembre nell’operazione “White Horse” della Squadra Mobile della Questura.

Cocaina (foto d'archivio)

8 mesi di reclusione e 1.500 euro di multa. E’ la pena che il giudice monocratico Marco Tornatore ha inflitto al termine dell’udienza di oggi, lunedì 12 aprile, all’aostano Marco Cabraz, 28 anni, accusato di spaccio di stupefacenti. L’uomo era stato arrestato mercoledì 18 novembre scorso, nell’operazione “White Horse” della Squadra Mobile della Questura di Aosta, seguita ad un’indagine su un giro di cocaina in città, che aveva portato ad individuare una ventina di consumatori.

L’accusa era rappresentata dal pm Luca Ceccanti. Cabraz era accusato di essere un uomo di fiducia dell’altro arrestato nel “blitz” della sezione Narcotici di quel mattino, il 62enne Piero Bredy, sempre aostano. “Consapevole del business criminale gestito dall’amico e potendo contare sulla disponibilità di cocaina di quest’ultimo – avevano spiegato in Questura riguardo all’imputato odierno – provvedeva a spacciarla anche per proprio conto ad una cerchia di clienti fidelizzati”.

Le investigazioni, nate dalla voce che Bredy fosse in grado di procacciarsi la “neve”, avevano messo in luce un prezzo di 100 euro al grammo per lo stupefacente, con una tecnica di “home delivery”. Ricevuta la richiesta di cocaina, il pusher si recava personalmente al domicilio dell’acquirente, oppure lo invitava nella sua abitazione (in un angolo riparato della collina del capoluogo e raggiungibile solo attraverso una lunga strada poderale) per la consegna.

Durante le perquisizioni del giorno degli arresti erano spuntati 20 grammi di cocaina, pronta allo smercio. Bredy la teneva nascosta in un bidone del mangime, nella stalla dei cavalli di cui è appassionato. All’interno dell’abitazione, invece, sparpagliati in più stanze e anche all’interno di una Grolla, erano stati trovati oltre 2mila euro in contanti, ritenuti dagli inquirenti “provento dell’attività delittuosa”. L’udienza di oggi ha chiuso il ciclo processuale di primo grado: Bredy era uscito di scena negli scorsi mesi, scegliendo un rito alternativo.

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