“Spesa opaca e tracciabilità carente”: i rilievi della Corte dei Conti sui lavori di ampliamento del Parini

Pur riconoscendo che il nuovo ospedale è centrale per migliorare l’organizzazione sanitaria, la Corte evidenzia numerose criticità su: tracciabilità contabile, chiarezza dei flussi finanziari, controllo analogo su Siv, aggiornamento dei cronoprogrammi e ritardi accumulati.
lavori - cantiere - nuovo ospedale - parini
Cronaca

“La rappresentazione della spesa di investimento all’interno della documentazione programmatoria (i Defr dal 2017 al 2025) presenta significativi profili di opacità”. È questa la conclusione a cui giunge la Sezione di controllo della Corte dei Conti nella relazione dedicata ai lavori di ampliamento e ristrutturazione del Presidio ospedaliero regionale Umberto Parini di Aosta. L’obiettivo della Corte era fornire al Consiglio regionale un quadro organico sullo stato del progetto, verificandone lo sviluppo cronologico, la gestione finanziaria, l’attuazione, il ruolo della “cabina di regia” e la funzione della società in house Siv srl, incaricata della realizzazione concreta dell’opera.

Pur riconoscendo che il nuovo ospedale è centrale per migliorare l’organizzazione sanitaria, la Corte evidenzia numerose criticità su: tracciabilità contabile, chiarezza dei flussi finanziari, controllo analogo su Siv, aggiornamento dei cronoprogrammi e ritardi accumulati.

I magistrati Cristiana Rondoni, Fabrizio Gentile, Sara Bordet e Davide Floridia segnalano in particolare “una discontinuità nella programmazione dell’intervento nell’ambito degli strumenti regionali di pianificazione dei lavori pubblici”, oltre a “significative carenze” rispetto agli obblighi di monitoraggio e trasparenza attribuiti alla società controllata Siv srl.

Tra gli aspetti oggetto di rilievo figura anche la “movimentazione circolare” dei pagamenti previsti per l’intervento, concordata tra Siv srl, Finaosta spa e Regione, soggetti che compongono la cabina di regia del progetto.

Nella relazione la Corte ricorda che fino al 2016 le spese di funzionamento di Siv transitavano su uno specifico capitolo di bilancio, risultando quindi chiaramente distinguibili da quelle destinate agli investimenti. Dal 2017, invece, la Regione ha utilizzato un unico capitolo di bilancio per entrambe le tipologie di spesa. Una scelta che, secondo i magistrati, non consente una puntuale tracciabilità e verificabilità dei flussi finanziari relativi ai costi sostenuti dalla società per la realizzazione dell’intervento rispetto a quelli riferiti al proprio funzionamento.

La Sezione segnala inoltre una “discontinuità” nell’operato di Finaosta. Nel periodo 2010-2020 la società ha infatti utilizzato conti correnti dedicati nell’ambito del circuito finanziario concordato con Regione e Siv, fatta eccezione per le risorse introitate ai sensi della legge regionale 40/2010. Dal 2020 si è invece passati a un sistema basato su una pluralità di conti correnti destinati a raccogliere le risorse dell’intera gestione speciale di Finaosta e non esclusivamente quelle relative all’intervento sul Parini. Secondo la Corte, questa scelta, unita alle operazioni di investimento effettuate da Finaosta a partire dal 2023 sulla liquidità della gestione speciale, non consente di ricostruire in modo puntuale i movimenti di cassa che hanno interessato i soggetti coinvolti nel circuito finanziario dell’opera.

Un ulteriore richiamo riguarda il cosiddetto “controllo analogo congiunto” esercitato da Regione e Finaosta nei confronti di Siv. “Il controllo analogo – osservano i magistrati – non è limitato alla vigilanza finanziaria, ma richiede una vera attività di indirizzo, programmazione e monitoraggio”.

La Sezione sottolinea inoltre la necessità di garantire, nell’ambito delle convenzioni stipulate tra i soggetti coinvolti, il coordinamento degli impegni assunti con gli obiettivi e i principi dell’armonizzazione contabile previsti dalla legge 196 del 2009. La non chiara e univoca tracciabilità degli aspetti programmatori e attuativi dell’intervento costituisce infatti, secondo la Corte, un elemento critico sotto il profilo della trasparenza e della piena accessibilità alle informazioni sulle spese sostenute per un bene appartenente al patrimonio indisponibile della Regione. Un’accessibilità che si traduce, in sostanza, nel diritto della collettività a ricevere informazioni complete ed esaustive sull’effettiva incidenza finanziaria dell’opera e sui costi sostenuti.

La Corte dei Conti precisa infine che la mancata formulazione di rilievi su aspetti non esaminati nella relazione non può essere interpretata come una valutazione positiva. “Le analisi svolte in questa sede, in ragione della natura del presente controllo, non investono la regolarità dei comportamenti sottesi agli atti, che restano suscettibili di autonoma valutazione nelle sedi competenti”.

I lavori di ampliamento e ristrutturazione del Parini— uno degli investimenti più rilevanti degli ultimi vent’anni, del valore di 190.888.764 euro — viene concepito nel 2006, sulla base di uno studio di fattibilità del 2004 poi integrato nel 2007. Inizialmente viene costituita per seguire progettazione e lavori Coup srl, che diventerà poi Siv dalla fusione con Nuv, la società creata per i lavori della Nuova Università.

Nel 2014-2015 gli scavi nell’area di ampliamento portano alla scoperta di importanti reperti archeologici, che di fatto bloccano l’iter fino al 2023, quando viene approvato il progetto esecutivo di variante del lotto III della fase 3, relativo al corpo G3 e alle centrali tecnologiche. Nel 2024 viene approvata la variante del lotto IV della fase 3, riguardante i corpi L, K e P: Hospital Street, nuovo ospedale e parcheggio. Questa variante, del valore di circa 140 milioni di euro, incorpora modifiche importanti, tra cui il ripristino dell’elisuperficie, la riorganizzazione degli interrati per tutelare i reperti archeologici e la modifica del parcheggio per salvaguardare il tumulo del condottiero celtico. Il bando di gara per il lotto IV, aggiudicato nell’aprile scorso, è ora all’esame del Tar della Valle d’Aosta, dopo il ricorso presentato dalla seconda classificata. Non c’è quindi al momento ancora una data certa sull’avvio dei lavori.

Ancora più incerte le successive fasi 4 e 5 — la ristrutturazione del complesso ospedaliero esistente e la realizzazione del nuovo polo materno-infantile — che, come segnalato anche dal Dipartimento Sanità e Salute della Regione, non trovano copertura nel bilancio finanziario gestionale regionale. A ciò si aggiunge il parere dell’Usl, che evidenzia la necessità di approfondire l’entità della spesa programmata per l’acquisto di arredi e attrezzature.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte