Tentato omicidio della compagna, la Procura chiede il giudizio immediato

Ieri, giovedì 8 aprile, si è tenuto l’interrogatorio di garanzia del giovane arrestato alcuni giorni fa. Rispondendo alle domande del Gip, non ha ammesso i fatti contestati, descrivendo come problematica la relazione con la donna.
Il tribunale di Aosta
Cronaca

E’ il giudizio immediato la strada che la Procura ha scelto nel caso del giovane valdostano arrestato alcuni giorni fa per maltrattamenti in famiglia, violenza privata e tentato omicidio nei confronti di una ragazza con cui era legato sentimentalmente. A chiederlo è stato il pm Manlio D’Ambrosi, titolare del fascicolo, dopo l’interrogatorio di garanzia dell’indagato, tenutosi ieri, giovedì 8 aprile, dinanzi al Gip del Tribunale.

Il ragazzo, classe 1997, ha scelto di rispondere alle domande del giudice, ma non ha ammesso i fatti che gli vengono contestati, descrivendo come problematica la relazione intrattenuta con la donna. Il suo difensore, l’avvocato Filippo Vaccino, ha chiesto un permesso affinché l’arrestato (è ai domiciliari) possa lavorare. Su tale istanza il pubblico ministero ha espresso un parere favorevole.

Dalle indagini, svolte dall’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Polizia, è emerso un quadro di violenze e maltrattamenti che andavano avanti da luglio 2020: tirate di capelli, mani al collo, schiaffi al volto e colpi al costato. Durante le discussioni, che spesso avvenivano in auto, l’uomo buttava il telefono della donna fuori dal finestrino, affinché lei non potesse chiamare soccorso.

Angherie culminate nell’episodio dello scorso 23 marzo all’area verde di Gressan in cui, per gli inquirenti, il giovane ha cercato di investirla con l’auto, non appena scesa dal mezzo. Lei era riuscita a mettersi in salvo scavalcando un guard-rail e fuggendo. Sentita dagli agenti delle Volanti della Questura, la ragazza aveva quindi confidato di essere stata picchiata per l’ennesima volta dal fidanzato, che non aveva mai trovato il coraggio di denunciare.

Da quell’ammissione, il resto del racconto fatto di continue e reiterate violenze e di una vera e propria dipendenza psicologica dall’allora compagno. Una situazione che ha condotto il sostituto del procuratore capo Paolo Fortuna a chiedere ed ottenere dal Gip l’emissione di una misura cautelare, al fine di tutelare la donna dal rischio del ripetersi delle condotte e di contestare i reati affiorati dall’inchiesta.

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