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“Una pista di servizio entro domenica”. Al posto degli elicotteri gli operatori chiedono delle jeep

Fra domenica sera e lunedì mattina sarà pronta una pista di servizio per i mezzi d'opera, che gli operatori turistici sperano poi di poter utilizzare per fare arrivare con delle jeep i turisti. Il centrodestra chiede al Governo di chiarire i tempi.
Cronaca

Arrivare ad avere una pista di servizio fra domenica sera e lunedì mattina. E’ questo il primo obiettivo delineato dalla Giunta regionale agli amministratori e operatori di Cogne. Il Governo regionale è salito presto la mattina in paese. Con gli elicotteri ha potuto osservare dall’alto la devastazione prodotta da acqua e fango per recarsi poi con i mezzi dei soccorritori sui luoghi maggiormente toccati dall’alluvione. A seguire l’incontro nella sala del consiglio comunale di Cogne.

COGNE MEZZI AL LAVORO
mezzi al lavoro a Cogne

“La necessità è di riuscire al più presto a portare i mezzi d’opera tramite una viabilità che si sta cercando di realizzare nel più breve tempo possibile” ha spiegato il presidente della regione Renzo Testolin, a margine dell’incontro. In questo senso le squadre di lavoro sono impegnate notte e giorno. Oltre al ripristino della strada, i mezzi d’opera serviranno per sistemare i servizi essenziali: acquedotto, fognatura e energia elettrica. “Bisogna mettere in sicurezza la fornitura di energia elettrica su Cogne, che oggi viaggia su un misto fra le due condotte, sotterranea e quella dell’area Deval”.

L’auspicio degli operatori turistici è che la pista di servizio possa poi esser utilizzata nel più breve tempo possibile per riportare in paese i turisti con delle jeep, magari ibride. Mezzi che chiederanno, al posto degli elicotteri, alla Ministra Santanché. Le jeep, infatti, meglio si adattano alla vocazione della località, fondata sul rispetto dell’ambiente, il rispetto delle tradizioni e il valore di comunità.

“La vicinanza delle istituzioni e la grande attenzione dell’opinione pubblica nei confronti di Cogne è un punto di partenza per progettare il futuro di questa comunità e preparare, sin dalle prossime settimane, l’accoglienza degli ospiti che non vedono l’ora di tornare nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso. – scrivono in un comunicato congiunto Regione, Comune di Cogne, Adava, Consorzio operatori turistici Valle di Cogne –
Condividiamo con gratitudine la vicinanza e soprattutto il messaggio del Ministro del Turismo Daniela Santanchè: Cogne non si ferma. Beneficiando delle importanti risorse che il Ministero vorrà mettere a disposizione per il rilancio della nostra comunità vorremmo concertare un piano che consenta di garantire nel più breve tempo possibile un’accessibilità sostenibile e in sicurezza e il rilancio di un’offerta turistica che rafforzi l’identità di questa perla delle Alpi. Cogne è una località che ha chiara la propria vocazione fatta di valori quali il rispetto del prossimo e dell’ambiente, il senso di comunità, la valorizzazione del territorio, il recupero delle tradizioni, ma anche, e soprattutto, il sorriso”.

La Regione, il Comune di Cogne, l’Adava e il Consorzio operatori turistici Valle di Cogne chiedono in particolare al Ministero di aprire un tavolo di lavoro congiunto per l’elaborazione di un programma di proposte riguardanti nuove formule di accessibilità, promozione del territorio tramite mirate campagne di comunicazione e organizzazione di grandi eventi.

“Considerato che i lavori di ripristino della viabilità regionale stanno procedendo con vigore, – prosegue la nota –  come evidenziato oggi dal presidente della Regione Renzo Testolin e dall’intera giunta regionale, nel breve periodo, non appena sarà resa percorribile ai mezzi una prima traccia, potrebbe essere attivato un servizio di trasporto con fuoristrada. Sempre in tema di accessibilità si guarda con interesse le ipotesi tecniche per il collegamento tra Cogne e Pila riguardo alle quali continua ad essere centrale un confronto tra i vari livelli istituzionali per la realizzazione del progetto. Rimane prioritario unire tutte le forze disponibili per rilanciare e valorizzate al più presto l’entusiasmo e la voglia di ripartenza della località ai piedi del Gran Paradiso”.

La riunione del mattino è stata l’occasione per ciascun componente della Giunta di raccogliere le esigenze del territorio, in primis quello alle opere pubbliche.

Per quanto riguarda i lavoratori del settore turistico e gli altri lavoratori del territorio “si sono fatte le valutazioni per garantire loro una cassa integrazione legata allo stato di calamità, ma successivamente all’approvazione del decreto, un rafforzamento di queste misure, per tutelare la stabilità degli operatori sul territorio”. Raccolte anche le varie esigenze agricole, “che hanno visto in questi giorni la soluzione ad alcune problematiche, come la possibilità di raggiungere gli alpeggi”. La necessità è anche di ristabilire la rete sentieristica, importante per il territorio. Sul fronte sanitario “verrà garantito un presidio, come se Cogne fosse a pieno regime”.

COGNE VALNONTEY
COGNE VALNONTEY

Chiesta la decretazione dello Stato di emergenza.

Prosegue nel frattempo la conta dei danni.  La Regione autonoma Valle d’Aosta ha inviato al Dipartimento nazionale Protezione civile la richiesta per la decretazione dello stato di emergenza nazionale a seguito del dissesto idrogeologico e dei danni causati dalle piogge dello scorsi fine settimana. La procedura è stata concordata dal Presidente della Regione Renzo Testolin e dal Capo del Dipartimento Fabrizio Curcio nel corso di un incontro tenutosi domenica sera. Nello stesso giorno era stato dichiarato dal Presidente della Regione lo stato di calamità sull’intero territorio regionale.

Come previsto e concordato tra la Regione e i dirigenti della Protezione civile nazionale la procedura amministrativa sarà completata con un lavoro congiunto tra gli uffici della Protezione civile regionale e i funzionari del Dipartimento nazionale che saranno in Valle d’Aosta la prossima settimana

“Ieri abbiamo inviato una prima richiesta, che nelle procedure non può non essere completa, ma avevamo la necessità di comunicare questa nostra esigenza di avere il riconoscimento della calamità. La procedura verrà conclusa nella prossima settimana, martedì saliranno i tecnici di protezione civile perché c’è necessità di avere una ricognizione dei danni più precisa.
Al centro dell’incontro anche un collegamento alternativo a quello stradale “che possa essere una garanzia per la sicurezza”. Dal collegamento funiviario, a seguito della realizzazione dell’impianto lato Pila, i cui studi sono in corso, alla galleria del Drinc.

“La vicinanza della Giunta è stata importante” ha sottolineato il sindaco Franco Allera. “Vorrei sottolineare l’impegno che tutti hanno messo, oggi siamo giovedì e abbiamo già certezza di riapertura della strada”. Il primo cittadino ha poi voluto evidenziare la risposta data da tutta la popolazione. “Tutti hanno fatto la propria parte, remando tutti dalla stessa parte. In questi momenti riuscire a lavoro tutti insieme è raro”.

Il Centrodestra: la Giunta chiarisca i tempi i modi di questa soluzione

“Visto che la soluzione prospettata riguarda la comunicazione di un’accelerazione del ripristino dell’unica via di accesso viaria attuale prevedendo “ nuove formule di accessibilità” , riteniamo peraltro imprescindibile che la giunta regionale chiarisca in modo inequivoco subito quali siano i tempi ed i modi dettagliati in cui questa soluzione verrà attuata onde permettere agli operatori economici di Cogne di ripianificare la loro programmazione e che soprattutto possano dare certezze ai loro clienti per la conferma delle prenotazioni”. A dirlo è il centrodestra valdostano, dopo aver appreso della bocciatura della proposta della Ministra Santanché. “Una soluzione che aveva trovato un’unanimità di consensi da parte di tutti i partecipanti al tavolo” ricorda il centrodestra, nel prendere atto che “la dichiarazione odierna scaturisce dalla presenza di una soluzione ritenuta applicabile e migliore che possa consentire il raggiungimento di Cogne mediante utilizzo di vie su terra. Una notizia per la quale siamo i primi a rallegrarci.”

11 risposte

  1. Buono sarebbe stato usare il trenino da Pila almeno per portare su e giù materiale, vettovaglie, tutto ciò che poteva essere utile a Cogne, dato che il trasporto di persone è stato ostacolato. Bastava una motrice e dei carrelli anche aperti, solo per cose e non persone. Vagoncini aperti come quelli dei trenini turistici di molte città per il trasporto di persone è pura utopia, si capisce, ma per il trasporto di cibo e alimentari in genere, farmaceutici, posta, sarebbe stato ideale. In Svizzera ci sono gallerie nelle montagne che un treno attraversa, utilizzata da anni. Parlo del trenino rosso del Bernina

  2. Insieme alle jeep, necessarie e fondamentali, perché non arruolare anche dei simpatici asinelli che sicuramente renderebbero il tragitto più singolare e attrattivo nonché più economico degli elicotteri?

  3. Buongiorno, spero che che la priorità sia l’apertura di una strada di emergenza come tanti turisti siamo rimasti con l’auto bloccata carica di valige presso hotel/residence di Cogne. Sono di Genova spero rapidamente di poter recuperare l’auto . Liberare auto e camper prima di portare altri turisti

  4. Buonasera, sono di Torino e ho la macchina bloccata a Cogne come tanti altri, anche stranieri: possiamo citare anche la priorità di poterci riprendere quello che è vitale per il lavoro e la nostra vita privata? Grazie!

  5. Se ci fossero trenino e funivia, ampiamente osteggiati dai Verdi e affini, per gestire l’emergenza non ci sarebbe bisogno di altro…

    1. Il trenino è saltato perché la Regione non ha controllato l’ingegnere che faceva i lavori e gli ha fatti perdere 30 milioni di euro. Per la funivia il problema è un altro, e lo confermava l’UV: l’idea iniziale della funivia greenway passava in depositi di ghiaccio sotterraneo, che purtroppo sono zone geolicamente pericolose per costruirci senza far danni o spendere una barca di soldi, oltre al fatto che sono le sorgenti idriche che danno acqua a Charvensod. La proposta è fare la nuova funivia per Cogne partendo dalla futura stazione di arrivo della nuova Pila-Couis, ma il progetto è da verificare per i costi e il rischio idrogeologico, visto che passerebbe all’altezza di Epinel e quella zona non è mai stata studiata per una funivia. La scusa dei verdi è solo la scusa dei politichi valdostani mediocri che non vogliono ammettere che la scelta di non fare certe opere sono scelte più politiche ed economiche che ambientali. Abusano delle “leggi dei Verdi” quando serve a loro per coprire la loro inettitudine, negli altri casi non si fanno scrupoli a fare deroghe di ogni genere a queste leggi (vedi nuova Pila-Couis ).

      1. Chiacchiere. I verdi e affini non sono lungimiranti e le loro motivazioni si basano solo ed esclusivamente su convinzioni ideologiche. Forse se avessero mollato un po’ la loro visione asfittica e capricciosa avremmo già in parte potuto ovviare a problemi come quelli che si stanno verificando a Cogne

  6. Galleria del Drinc: 30 milioni di soldi buttati per ottenere nulla e vogliono riprovarci!! Complementi! Questa volta fate una cosa più seria: galleria stradale a 2 corsie. Ci sarà il costo di allargare tutte le gallerie, ma almeno rifate come si deve l’opera, non come il trenino dove hanno sistemato le gallerie usando cemento non indoneo. Per la funiva dovete ancora aspettare: il progetto iniziale non è finito, e non è garantito che sia possibile farla dal Couis visto che per arrivare a Cogne devono passare prima di Epinel, in un’area a rischio ideogeologico.
    Consiglio per gli albergatori di Cogne: ottima idea chiedere una strada provvisoria per salvare la stagione, ma chiedete anche che la strada venga resa definitiva entro l’inverno: le strade provvisorie non vanno d’accordo con neve e ghiaccio. E se non premete subito su questa cosa in Regione, la strada provvisioria per andare Cogne sarà l’unica disponibile per moolto tempo

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