I giudici rientrano in aula dopo la Camera di consiglio. Durante la lettura della sentenza, l’imputato ha un gesto di stizza, picchia le dita di una mano sul tavolo. Sono 12 gli anni di carcere che il collegio (presieduto dal giudice Marco Tornatore e completato dai colleghi Giulia De Luca e Maurizio D’Abrusco) gli ha appena inflitto, per violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima.
E’ l’epilogo dell’udienza di oggi, mercoledì 15 aprile, in Tribunale, che vedeva a giudizio un 54enne aostano, accusato di aver abusato ripetutamente, tra il 2023 e il 2024, della figlia minorenne della donna con cui intratteneva una relazione al tempo. La vicenda è emersa a gennaio dell’anno scorso, quando la ragazza, quattordicenne, è riuscita a confidare alla madre le violenze che avrebbe subito da colui che era stato in casa con loro per anni.
La donna, che aveva lasciato l’uomo da alcuni mesi, accompagna la minore dai Carabinieri per presentare la denuncia. All’apertura delle indagini della Procura, la ragazza viene sentita in incidente probatorio, in cui ripercorre le violenze subite, iniziate quando aveva 12 anni. Gli episodi, appurano gli inquirenti, si verificavano mentre la madre non era in casa, anche più volte a settimana.
All’udienza di oggi, il pm Luca Ceccanti ha chiesto una pena di 14 anni di reclusione per l’imputato. L’uomo a giudizio si è sempre detto innocente e il suo difensore, l’avvocato Tony Latini, ne ha invocato l’assoluzione. I giudici hanno stabilito, nel sentenziare, che il 54enne dovrà anche risarcire la ragazza (parte civile nel processo attraverso l’avvocato Corinne Margueret) dei danni subiti, stabilendo una provvisionale di 30mila euro.
