Violenza sessuale, uomo condannato a 6 anni di carcere

I fatti risalgono alla notte tra il 26 e 27 agosto scorsi, quando la vittima si era rivolta al condannato per un acquisto di stupefacenti. La violenza, stando alle indagini, è avvenuta a casa dell’uomo. L’accusa aveva chiesto una condanna a 8 anni.
Polizia penitenziaria, Tribunale
Cronaca

Un uomo è stato condannato a 6 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata. La sentenza è arrivata, dal Gup Davide Paladino, al termine del processo tenutosi nella mattinata di oggi, mercoledì 26 gennaio, con rito abbreviato. L’accusa, rappresentata dal pm Manlio D’Ambrosi, aveva sollecitato al giudice una condanna a 8 anni di carcere. L’imputato si trova nel carcere di Brissogne da quando era stato arrestato, all’indomani dei fatti.

L’episodio per cui è finito in cella risale alla notte tra il 26 e 27 agosto scorsi. Nella ricostruzione degli inquirenti, la vittima si era rivolta all’imputato perché interessata ad acquistare dello stupefacente. Lui aveva risposto di averne e di poterlo vendere, ma non richiede alla donna un corrispettivo in denaro, bensì dei favori sessuali. Lei nega di esservi disposta, rimettendo in campo la volontà di pagare.

La trattativa tra i due procede, stando all’inchiesta, chiudendosi su una somma. Forte di quel convincimento, la donna si presenta nuovamente dall’imputato nelle ore seguenti. Lui, nella contestazione mossegli, con un sotterfugio la fa entrare, le offre della cocaina, poi tenta approcci decisamente spinti. Lei prova a scappare, ma le viene impedito in modo violento. Quindi l’abuso, dopo il quale riesce a fuggire, incontrando fuori dall’abitazione una persona cui chiede aiuto.

Scattano così le indagini, che alla luce dei primi riscontri culminano nell’arresto dell’uomo, avvenuto il 28 agosto. Ritenendo di aver raggiunto l’evidenza della prova, la Procura chiede il giudizio immediato. La difesa dell’arrestato, assistito dall’avvocato Liala Todde, opta per l’abbreviato (che consente lo “sconto” di un terzo della pena prevista). La vittima si è costituita parte civile nel procedimento con l’avvocato Manuela Ghillino. Nel sentenziare, il giudice ha disposto, a favore della persona offesa, una provvisionale di 20mila euro.

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