Adriano Olivetti e il suo profondo legame con la Valle d’Aosta

Un inedito lavoro di ricostruzione storica, che per la prima volta ha messo compiutamente in luce i legami profondi tra la Olivetti e la regione valdostana
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Cultura

Adriano Olivetti e il suo profondo legame con la Valle d’Aosta sono stati al centro di un convegno internazionale, venerdì scorso, a Palazzo regionale, organizzato dalla Fondation Emile Chanoux e dalla Fondazione Adriano Olivetti, in collaborazione con la Fondazione Courmayeur Mont Blanc e l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Valle d’Aosta, con l’intento di esplorare il rapporto delle istituzioni e della società valdostana con l’ideale e il progetto Comunitario olivettiano.

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Il pubblico

Il convegno dal titolo “Il futuro della Comunità. Dal Piano Regolatore di Adriano Olivetti alle sfide del cambiamento climatico” da una parte ha ricostruito e approfondito la storia dei rapporti tra Olivetti e la Valle d’Aosta, ricca di elementi finora poco indagati, e dall’altra a esaminare, anche alla luce di tali rapporti, le sfide che il futuro pone alle comunità montane. Punto di partenza fondamentale nella storia che lega la Olivetti alla Valle d’Aosta è il Piano Regolatore del 1937, voluto e coordinato dallo stesso Adriano Olivetti, a testimonianza del vivo interesse dell’imprenditore per questo territorio. Da esso si è sviluppato un inedito lavoro di ricostruzione storica, che per la prima volta ha messo compiutamente in luce i legami profondi tra la Olivetti e la regione valdostana: il grande numero di lavoratori impiegati a Ivrea e residenti in Valle, la storia della partecipazione alla Resistenza, la Dichiarazione di Chivasso del 1943, le colonie montane di Brusson e Saint-Jacques e le alleanze del Movimento Comunità con movimenti locali sono snodi fondamentali di questa relazione.

“Come Fondation Chanoux siamo molto soddisfatti per la riuscita dell’evento, sia in termini di pubblico presente, sia in termini di qualità degli interventi dei relatori,” ha dichiarato il Presidente della Fondation Chanoux Marco Gheller.

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