Cultura e spettacolo di Alessandra Borre |

Ultima modifica: 15 Maggio 2020 13:04

Il lockdown di Momo Riva in un nuovo disco

Aosta - Esce sulle piattaforme digitali l'ultimo lavoro del musicista valdostano che, grazie al lockdown del Covid, riesce finalmente a "produrre un altro se stesso"

Simone Momo RivaSimone Momo Riva

Un lockdown lungo 44 brani, una produzione al giorno sui suoi canali social per raccogliere pensieri, per capirsi e per conoscersi in un periodo di grande introspezione. Simone Momo Riva, produttore e musicista, ha affrontato il lockdown da quarantena creando e attraccando lontano dai porti sicuri del funky, esplorando fuori dalla sua comfort zone e regalando al pubblico una produzione di 16 brani scelti tra i 44 iniziali, che hanno costruito il suo nuovo disco, Lockdown, in uscita oggi su tutte le piattaforme: “Quando ho capito che sarei dovuto restare uno o due mesi isolato, lontano da tutto e da tutti, non mi sono fatto prendere dal panico, ho avuto come un impulso naturale, un’esigenza creativa che aveva voglia di uscire e che, probabilmente, è rimasta nascosta dentro di me da anni. Lockdown contiene dei brani che ho registrato quotidianamente nel mio ‘TdE’ studio durante i due mesi di quarantena ed è disponibile da oggi 15 maggio su tutti i canali digitali e sui miei profili social di Facebook e Instagram“.
L’esigenza di Simone nasce anche dall’aver sempre prodotto diversi artisti nel suo studio TdE, ma di non aver mai cercato di spingersi oltre i propri limiti di musicista: “Da più di 10 anni ormai ho prodotto e registrato decine di album, cercando di vestire ogni artista che si presentava nel mio studio, ma volevo uscire anch’io allo scoperto registrando un intero album dalla composizione al mastering finale, cosi ho prodotto un brano al giorno, arrivando a 44, e girato dei piccoli video ‘making of’ che postavo quotidianamente sul mio account Instagram”.

Dal bisogno di creare alla necessità di superare il periodo, le varie fasi che il lockdown ha generato nell’artista si sono alternate a riflessioni e pensieri su futuro della propria attività e su come questo momento potesse diventare fertile di emozioni: “Ho sempre sperato ogni giorno di uscire da questa pandemia, ma il ‘dopo’ mi ha sempre spaventato, mi sentivo al sicuro rinchiuso da solo nel mio studio circondato da tanti strumenti che mi aiutavano nella mia missione. Le persone cambieranno, la vita nel quotidiano non sarà più la stessa, cosi ho immaginato una nuova vita nella quale l’Amore è protagonista, dove la rinascita ci sarà solo con la volontà degli esseri umani, uniti”.

Circondarsi di musica per Momo Riva non è stato difficile, ma la vera sfida della quarantena è stata quella di partorire un disco profondamente diverso dalle sue precedenti produzioni e con dei brani dall’impronta molto diversa tra loro e molto lontani dal Momo Riva che il suo pubblico è abituato a conoscere e apprezzare: “Io nasco ‘funky’, ma registrare un intero album dello stesso stile avrebbe penalizzato la mia creatività, cosi ho deciso di esplorare diversi generi: Pop, Alternative, Hip Hop, R&B,  mantenendo però inevitabilmente l’attitudine funky, suonando tutti gli strumenti a disposizione, quindi chitarra, basso, batteria, synth e ovviamente cantando. Mi svegliavo la mattina con l’entusiasmo e la curiosità di cosa avrei ascoltato a fine giornata e alla fine mi sono sempre orgogliosamente sorpreso, spero di divertire anche gli ascoltatori con i miei esperimenti!”. Quelli che lui chiama “esperimenti” sono canzoni che molti possono sentire proprie, che possono vestire come un guanto le emozioni di chi ha vissuto il periodo di lockdown alternando momenti di ottimismo a grandi momenti di sconforto e i titoli dei pezzi sono emblematici: “Another Life” apre le danze, nel segno della giornata #34 “quando ancora non c’erano segnali di miglioramento, i deceduti continuavano ad aumentare, cosi come l’ansia e l’angoscia”; seguono poi Covid Life, dove il ritornello “same shit” entra in testa e accompagna l’ascoltatore fino alla fine del disco, nonostante i suoni cambino rapidamente. Chiude il brano che dà il nome al disco, “Lockdown”, in cui il beat regolare su cui la voce metallica di Simone rompe la sequenza riportano a giorni che si susseguono e a cui è difficile resistere senza perdere un po’ di senno.

Copertina di Lockdown
Copertina di Lockdown

Il futuro di Simone, come quello di tanti suoi colleghi del settore è più che mai incerto, ma la positive attitude dell’artista e il reinventarsi il lavoro con l’aiuto della tecnologia sono un valido aiuto in questo periodo: “Sono abbastanza ottimista di riprendere il mio lavoro in mano, almeno come produttore, nel senso che ci sono varie alternative per lavorare a distanza. Ci si può inviare tracce audio su cui posso comodamente lavorare nel mio studio, almeno per questa seconda fase post quarantena, o  comunicare via Skype con l’ausilio di alcuni software specifici per la registrazione a distanza, sono sempre riuscito a rinascere o a reinventarmi in situazioni complicate, spero di riuscirci anche questa volta”. A confermare che il lavoro di produzione va avanti anche alcuni lavori in cantiere che da Aosta portano Simone virtualmente molto lontano: “Ho diverse produzioni ‘work in progress’, sto attualmente lavorando con due artisti toscani, una torinese e con Marva King di Dallas, una cantante che ha lavorato tra gli altri con Stevie Wonder, Michael Jackson, Prince. Il mio ruolo di produttore è diversificato perché sono anche un musicista polistrumentista, tecnico del suono e insegnante di chitarra e batteria, spero che tutto ciò mi possa aiutare, certo è che per molti musicisti, cantautori e artisti di spettacolo per ora la situazione è disastrosa, almeno nell’immediato, serve un forte sostegno economico e nuovi stimoli per rinascere e riprendere l’attività, già precaria prima della pandemia”.

 

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