Cultura e spettacolo di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 20 Luglio 2019 12:31

Rocco Schiavone diventa un “caso politico”, a rischio il passaggio della fiction su Rai1

Aosta - A darne notizia oggi è stato Il Fatto quotidiano che spiega come parte del centrodestra nazionale, in particolare Forza Italia e Fratelli d’Italia, non siano troppo felici nel vedere l’indisciplinato poliziotto romano trapiantato ad Aosta sulla rete ammiraglia del Servizio pubblico.

Marco Giallini - Rocco SchiavoneMarco Giallini - Rocco Schiavone

Dopo un inseguirsi di “rumors” tutto sembrava fatto, anzi confermato: dopo i picchi di ascolto fatti registrare su Rai2 ed il successo ottenuto fuori dai confini nazionali, la nuova stagione della fiction “Rocco Schiavone” era pronta a sbarcare sulla rete ammiraglia del Servizio pubblico.

Tutto sembrava fatto sennonché l’aria troppo “politically uncorrect” della serie ambientata – e girata – anche in Valle d’Aosta pare aver fatto decidere per un “dietrofront”: dalla promozione su Rai1, confermata all’uscita dei palinsesti, al possibile ritorno sulla rete originaria.

A darne notizia oggi è stato Il Fatto quotidiano rimbalzata poi anche dall’Huffington post –, che spiega come parte del centrodestra nazionale, in particolare Forza Italia e Fratelli d’Italia, non siano troppo felici nel vedere l’indisciplinato poliziotto romano trapiantato ad Aosta “obtorto collo” sulla rete principale Rai.

La notizia sta cominciando a prendere piede anche sui social network, mentre Il Fatto riporta la critica di Federico Mollicone, deputato di FdI: “Non discuto la scelta della Rai, ma mi chiedo quale sia il modello che trasmettiamo ai giovani”.

Mentre – sempre stando a quanto anticipato dal quotidiano – la direttrice di Rai1 Teresa De Santis si riserva la decisione, la polemica in realtà non è nuova e si era già incardinata sui “vizi e vizietti” del personaggio, in particolare sull’uso massiccio di marijuana.

Già tre anni fa, nel 2016 – l’anno di messa in onda della prima stagione basata sulle avventure del Vicequestore nato dalla penna di Manzini –, la questione sbarcò in Parlamento con un’interrogazione firmata dagli allora senatori di Identità e Azione Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello, oltre a finire negli strali del forzista Maurizio Gasparri.

“Casi politici” che tornano, anche se sul web non si perde il sarcasmo: “Giusto – scrive un utente su Twitter, in risposta all’articolo dell’HuffPost –, le canne di #roccoschiavone non lo rendono credibile, i veri investigatori si fanno di oppiacei e cocaina come il grande Sherlock Holmes!”.

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