Lezioni frontali, esercitazioni pratiche sul campo, interviste, articoli, foto e video. Dopo più di tre mesi di incontri si è conclusa la prima edizione di Youth Press – Sguardi giovani sulla cultura, il percorso formativo gratuito promosso da Long Neck Doc in collaborazione con la redazione di AostaSera.
Da inizio febbraio a metà maggio, una piccola redazione composta da ragazze e ragazzi under 30 ha raccontato Aosta e le sue iniziative attraverso articoli, contenuti audiovisivi e interviste, seguendo eventi culturali, conferenze, spettacoli e incontri. Durante il percorso si sono alternati giornalisti e giornaliste di AostaSera, affrontando temi che andavano dalle basi deontologiche fino alla comunicazione sui social network.
“Grazie al confronto con i partecipanti e alle testimonianze di chi opera sul territorio della Valle d’Aosta, ho avuto l’opportunità di approfondire temi diversi, creare nuove connessioni, acquisire nuove competenze e raccogliere spunti utili per crescere sia come cittadina sia dal punto di vista professionale”, racconta Martina Giagio.

Per molti dei partecipanti il progetto è stato anche un’occasione per osservare la città con uno sguardo diverso. “Sicuramente la parte più interessante è stata raccontare la città di Aosta, i suoi eventi e le sue notizie attraverso articoli, interviste e contenuti audiovisivi – spiega Mattia Sciulli –. Questa esperienza inoltre ha unito anche miei interessi personali: molti eventi, ai quali avrei partecipato comunque, sono stato spinto ad analizzarli più profondamente e da punti di vista diversi per poterli raccontare”.
Oltre agli aspetti tecnici del lavoro giornalistico, il percorso ha lasciato spazio anche alla dimensione personale e umana dell’esperienza. “Per me Youth Press è stata una sfida con me stessa. In un’età in cui sembra quasi obbligatorio avere già tutte le risposte sul proprio futuro, questo progetto mi ha dato la possibilità di fermarmi a esplorare, fare domande e scoprire da vicino il lavoro del giornalista grazie al confronto con professionisti del settore. La parte più importante, però, è stata quella umana: incontrare persone diverse da me, ascoltare esperienze lontane dalla mia e imparare a dialogare davvero”, racconta Francesca Stroppa.

“Scoperta, interesse e rivelazione: ecco le tre parole che utilizzerei per descrivere l’esperienza di YouthPress”, aggiunge Beatrice Somaglia. “Ho infatti scoperto nuove tecniche e curiosità circa il mondo del giornalismo e della comunicazione, sviluppando così un nuovo interesse, una passione già latente in me, ma non ancora del tutto manifesta. YouthPress è stato infatti un percorso rivelatore, perché ho finalmente compreso in quale settore vorrei lavorare: la comunicazione, in tutte le sue forme – scritta, orale, trasmessa, verbale, non verbale. Ringrazio i giornalisti di AostaSera, soprattutto Massimiliano Riccio e Nicole Jocollé, ed Alessandro Stevanon per averci accompagnato in questa bella avventura arricchente”.
Per Marta Renda, “Youth Press è stata un’esperienza che mi ha permesso di stimolare la mia curiosità e di ampliare le mie competenze. Ho apprezzato che le lezioni fossero frontali ma con un clima coinvolgente e attento alle domande di chi stava imparando. La ricchezza degli argomenti e le sfaccettature del mestiere del/della giornalista ci sono state spiegate dai molti membri della redazione di Aostasera, rendendo gli incontri non ripetitivi e attenti a tutte le sensibilità”.
Nel corso dei mesi, ciascuno dei partecipanti ha trovato il proprio spazio all’interno della redazione, tra scrittura, fotografia, video e grafica. “Quando mi sono candidato non avrei mai immaginato cosa sarebbe successo, non avrei mai immaginato che il mio sogno di lavorare con la fotografia si sarebbe realizzato, eppure eccomi qui: sono fotografo in collaborazione con Aostasera, e la mia carriera fotografica è lanciata – racconta Daniele Canuto – Oltre a questo ho anche scoperto un nuovo mondo, quello della grafica, che mi rende veramente curioso e desideroso di imparare di più”.

Per Zoe Usai, “Le lezioni ci hanno aiutato a comprendere meglio le diverse realtà presenti all’interno di una redazione e a capire che le notizie possono avere molte sfumature: culturali, sociali, sportive, politiche o legate alla cronaca. È stata un’esperienza preziosa perché ci ha dato la possibilità di raccontare, attraverso parole, immagini e video, ciò che accade nella nostra piccola valle e nella città di Aosta”.
“In generale, Youth Press è stata una bella esperienza per me: ho potuto imparare non solo il ruolo del giornalismo nella comunicazione culturale, ma anche in altri campi come quello della cronaca e della politica, e fare anche pratica diretta partecipando agli eventi e scrivendo su di essi”, racconta invece Simone Mombelli.
Per Alessia Menegolo, “Youthpress è stata l’occasione per riscoprire la mia passione per la comunicazione: è il percorso che avevo scelto anche all’università, ma poi la vita, e la scelta di restare in Valle d’Aosta, mi hanno portata verso un’altra strada lavorativa. Questa esperienza mi ha fatto capire che non devo rinunciare a ciò che amo e che la mia passione può ancora trovare spazio nel mio percorso, anche restando vicino alla mia famiglia e ai luoghi che amo”.
“Ho avuto la possibilità di conoscere meglio il mondo del giornalismo e di capire quanto sia importante la divulgazione corretta delle informazioni per creare maggiore consapevolezza. Ma soprattutto l’opportunità di conoscere meglio alcune dinamiche e iniziative della piccola realtà in cui viviamo, che spesso diamo per scontata”, aggiunge Zoe Gandelli.

Il percorso si è concluso con un’intervista video all’Assessore regionale alle Politiche giovanili Leonardo Lotto che ha dialogato con i ragazzi sul significato di progetti come Youth Press, sul giornalismo e su cosa può voler dire, oggi, raccontare il territorio con lo sguardo delle nuove generazioni.
Il progetto Youth Press è promosso da Long Neck Doc ETS con il contributo della Regione autonoma Valle d’Aosta in collaborazione con Plus Aosta e Comune di Aosta e realizzato in partnership con AostaSera.it, abnormal APS e Teatro Cinema Giacosa.
Il progetto è approvato per l’Avviso “1-2025: Giovani in Città” dell’Assessorato Affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili e finanziato dal Fondo regionale politiche giovanili (l.r. 12/2013).
