Un videodocumentario ripercorre l’antica strada romana da Aosta a Carema

"Aoste - Carême, la route romaine borne par borne" è il titolo dell'ultimo lavoro di Patrizio Vichi che riporta un'ipotesi sul tragitto della strada consolare delle Gallie dalla media alla bassa valle.
Patrizio Vichi
Cultura

"Aoste – Carême, la route romaine borne par borne" è il titolo dell'ultimo video documentario di Patrizio Vichi che riporta un'ipotesi sul tragitto della strada consolare delle Gallie dalla media alla bassa valle. 

Il documentario, presentato ad Aosta in Biblioteca regionale e considerato dall'autore "un contributo alla ricerca", ripercorre da Aosta a Carema il passaggio lungo l'antica strada romana seguendo il percorso scandito dalle pietre miliari che ancora si possono ammirare in alcuni comuni. Lo stimolo di Vichi ad approfondire questa ricerca nasce dalle piccole coincidenze evidenziate nella meticolosa disposizione dei cippi che spesso fanno riferimento ai toponimi dei comuni presso i quali sono collocati.

Diémoz, ad esempio, è il Duodecimum lapidem e non il Decimum come riportato da diversi autori; a Nus corrisponde invece certamente il Nono, anche se non vi è traccia alcuna, ma esattamente a tre miglia romane dalla cappella di Seran, ci si trova davanti alla chiesa di Saint'Hilaire di Nus. Qui dunque, nei pressi dell'edificio religioso, doveva trovarsi la nona pietra miliare che ha dato il nome al paese.

Anche in Valle d'Aosta quindi, tutte le più grandi chiese e molte cappelle minori sono sorte attorno ai luoghi dove si trovavano le pietre miliari romane, proprio come è avvenuto nei pressi di Milano. Questa "dipendenza" da Milano non può certo destare meraviglia, specialmente se si pensa all'importanza che l'influenza della diocesi lombarda ha avuto, per esempio, nella costruzione della chiesa di San Lorenzo ad Aosta.  Ad ulteriore conferma dell'abbinamento pietra miliare-chiesa, è stato ricordato che sia il miliario di Sarre, che quello di Settimo Vittone, sono stati ritrovati presso le rispettive chiese parrocchiali.

Posto che un miglio corrisponde a 1480 metri, altre "perfezioni" ,che non trovano però riscontri nella presenza di cippi, si possono misurare tra i comuni di Chambave e Diemoz: due miglia; e tra la chiesa dei Cappuccini a Châtillon ( in origine unica chiesa parrocchiale) e la cappella di San Valentino, al confine con Saint-Vincent: un miglio esatto. Molte sono le curiosità che sorgono nel corso del tragitto, ma basta un'osservazione poco sotto la superficie e ci si accorge che semplicemente, nulla è stato lasciato al caso.

Patrizio Vichi esercita una libera attività di ricerca ed ha realizzato ad oggi una ottantina di video tra documentari e sceneggiati, di cui più della metà dedicati alla storia e all'ambiente della Valle d'Aosta.

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