Economia e lavoro di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 23 Novembre 2020 16:18

Sci: le regioni trovano l’accordo per ripartire in sicurezza, ma il Governo frena

Aosta - Approvato questa mattina nella conferenza delle Regioni il protocollo per la riapertura degli impianti. Le Regioni chiedono al Governo un confronto. Bertschy: "Urge un chiarimento politico con il Governo. Se quella è l'intenzione del Governo dovranno esserci dei ristori pesantissimi per la montagna". 

La Thuile Foto Lathuile Valle dAostaLa Thuile Foto Lathuile Valle dAosta

Con l’abbassamento delle temperature, i cannoni hanno iniziato nel weekend a sparare neve nelle principali località sciistiche valdostane. Un messaggio di speranza per la stagione turistica alle porte, che oggi si scontra con le indiscrezioni sul prossimo Dpcm, rilanciate dai quotidiani nazionali, dove non sembrano esserci margini per le vacanze sulla neve. Il presidente Giuseppe Conte, nella serata di domenica 22 novembre, sembrerebbe aver apertamente escluso la possibilità che a dicembre si possa andare in montagna o avere libertà di movimento verso le località di vacanza. Addirittura ha affermato che “si sta lavorando a una iniziativa europea, per prevenire le consuete vacanze sulla neve”.  Parole che questa mattina sono rimbalzate sul tavolo della Conferenza delle Regioni, dove era in programma l’analisi del protocollo per l’apertura degli impianti di risalita.

“Oggi all’interno della Conferenza delle Regioni è stata ribadita, e non soltanto dalle Regioni di montagna, l’importanza del settore degli impianti a fune e di tutto mondo economico della neve. – commentano il Presidente della Regione Erik Lavevaz e il vice Presidente Luigi Bertschy -. Dobbiamo arrivare ad una sintesi con il Governo per garantire la sicurezza di sciatori e operatori e per determinare quali possano essere le migliori modalità e tempistiche per l’avvio della stagione, partendo dal presupposto che per regioni come la Valle d’Aosta l’inverno è uno dei momenti di maggiore attività, per tutto il nostro sistema economico”.

Le società degli impianti di risalita valdostane fatturano circa 100 milioni di euro l’anno,  a cui bisogna sommare l’indotto, che vale sei volte tanto.  “Non si possono imporre regole senza un confronto. Urge un chiarimento politico, – sottolinea ancora l’Assessore Bertschy – se quella è l’intenzione del Governo dovranno esserci dei ristori pesantissimi per la montagna”.

Parole che a stretto giro vengono ribadite in una nota congiunta di tutti gli assessori competenti di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove si chiede al Governo “di rivedere questa scelta che metterebbe in crisi un intero sistema, che porta un notevole indotto economico, lavorativo e sociale per l’intero Paese”.

In attesa di un faccia a faccia con il Governo, la conferenza delle regioni ha licenziato questa mattina il protocollo sull’apertura degli impianti, con alcune modifiche. Il documento dovrà ora passare al vaglio del Comitato tecnico scientifico. La richiesta della Valle d’Aosta, in accordo con le altre regioni, è di lavorare anche ad un piano per un’apertura in sicurezza della stagione invernale. Sul tavolo ci sarebbe già una proposta: il weekend del 18 dicembre, quello prima di Natale.

“Siamo tutti ben coscienti delle difficoltà del momento – evidenziano gli Assessori agli impianti a fune delle regioni alpine – ma vogliamo e dobbiamo guardare al futuro con atteggiamento positivo, consapevoli soprattutto dell’importanza che l’industria dello sci ricopre per l’economia italiana. Grazie all’approvazione delle linee guida per gli impianti sciistici potremo garantire un avvio in sicurezza della stagione invernale”.

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