Le parole di Berlusconi sulle scuole pubbliche – “inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie” – mandano su tutte le furie i sindacati anche in Valle d’Aosta. La segreteria di Cgil scuola prende oggi posizione e rilancia lo sciopero indetto a livello nazionale per il 25 marzo prossimo: “Le dichiarazioni di Berlusconi e del Ministro Gelmini a sua difesa aggiungono ulteriori buoni motivi alle altre ragioni di protesta che il sindacato sta mettendo in atto ormai da mesi” si legge in un comunicato della sede valdostana.
“Anche a livello locale, sebbene si debba riconoscere che gli investimenti nel settore pubblico dell’istruzione sono considerevoli – scrive la flc Cgil – è bene ribadire il ruolo fondamentale della scuola pubblica come luogo primario dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni, anche per evitare pericolose derive verso il finanziamento ad iniziative di privati che non andrebbero a vantaggio dell’intera comunità”.
Allo stesso modo, anche il Savt Ecole ribadisce “la volontà di difendere la scuola pubblica, che deve essere sostenuta finanziariamente e normativamente, in quanto luogo di apprendimento e di educazione per tutti”. “In particolare – si legge in una nota diffusa oggi – la Valle d’Aosta ha una lunga tradizione di insegnamento pubblico, a partire dalle “Écoles de village”, che hanno permesso alla nostra regione di combattere in modo sistematico l’analfabetismo e l’ignoranza”.