Coldiretti Valle d’Aosta chiede “un piano straordinario per fermare l’emergenza” per la Popillia japonica. Perché, aggiunge la confederazione, “le aziende agricole non possono essere lasciate sole“.
A lanciare l’allarme sulla diffusione del coleottero invasivo è Coldiretti che parla di “infestazione anticipata, danni in aumento e crescente preoccupazione per vigneti, frutteti e orti”, per cui è “necessario rafforzare il coordinamento tra Regioni e accelerare gli interventi di contenimento.
La diffusione della Popillia japonica . dice ancora l’organizzazione – “continua a rappresentare una delle principali emergenze fitosanitarie per l’agricoltura valdostana”. Le prime segnalazioni raccolte dalle aziende associate a Coldiretti Valle d’Aosta evidenziano “una presenza dell’insetto più precoce e più intensa rispetto allo scorso anno, con ripercussioni già evidenti nei vigneti della Bassa Valle e un progressivo ampliamento dell’area interessata, anche su quote altimetriche più elevate”.
Le aziende – prosegue la nota – segnalano infestazioni particolarmente consistenti nelle zone vicine ai prati irrigui e agli ambienti più umidi, dove il coleottero trova condizioni favorevoli per proliferare. La preoccupazione cresce anche per l’estensione del fenomeno verso altri territori della regione, con il rischio che l’infestazione possa interessare un numero sempre maggiore di imprese agricole.
“I nostri viticoltori stanno affrontando una situazione sempre più complessa – afferma la presidente di Coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier –. La Popillia japonica non rappresenta più un problema circoscritto, ma un’emergenza che rischia di compromettere il lavoro di tante aziende. Chi coltiva la terra investe ogni giorno tempo, risorse e professionalità per garantire produzioni di qualità: è fondamentale che le istituzioni continuino a sostenere concretamente questo impegno con strumenti efficaci e tempestivi”.
L’organizzazione evidenzia anche come, in molti casi, “il monitoraggio dei vigneti sia ormai quotidiano e come i soli trattamenti fitosanitari non siano più sufficienti a contenere la pressione dell’insetto”. Per questo motivo, Coldiretti Valle d’Aosta “considera fondamentale l’avvio delle operazioni di cattura massale attraverso le trappole predisposte dal Servizio fitosanitario regionale, chiedendo al tempo stesso che le azioni di contenimento vengano pianificate con la massima rapidità e continuità”.
“L’emergenza richiede una risposta coordinata e una visione di lungo periodo – sottolinea il direttore di Coldiretti VdA Roberto Bianco –. È indispensabile rafforzare la collaborazione tra le regioni Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, perché la diffusione di questo insetto non conosce confini amministrativi. Servono monitoraggi costanti, ricerca, sperimentazione e un confronto continuo con il mondo agricolo per individuare le soluzioni più efficaci e ridurre l’impatto economico sulle imprese”.
La Popillia japonica, infatti, “non interessa soltanto il comparto vitivinicolo – aggiunge la nota –. L’insetto attacca numerose specie vegetali e sta causando danni anche a frutteti, colture orticole e verde pubblico, con effetti che rischiano di ripercuotersi sull’intero sistema agricolo regionale”.
Insomma, “proteggere le produzioni agricole significa difendere il reddito delle imprese, preservare il paesaggio e garantire la continuità di un settore che rappresenta un presidio fondamentale del territorio valdostano – conclude Gontier –. Per questo continueremo a confrontarci con gli enti competenti affinché vengano adottate tutte le misure necessarie a contenere l’emergenza e a sostenere le aziende agricole”.

