“E’ un accordo che tradisce lo spirito con il quale è stata costituita la società Salvaprecari e quindi abbiamo deciso in maniera responsabile, soprattutto nei confronti delle persone che rappresentiamo, di non firmarlo”. Con queste parole il segretario generale della Cgil Funzione Pubblica, Marco Lo Verso, ha ribadito questo pomeriggio, nel corso di un’assemblea sindacale, le motivazioni alla base della scelta di non sottoscrivere il verbale di concertazione sui criteri proposti dalla Regione per l’assunzione di assistenti alle manifestazioni e custodi.
“I lavoratori che hanno svolto o stanno svolgendo servizio per la Regione in questi ambiti – ha spiegato Lo Verso – dovranno affrontare una prova selettiva, consistente in un test a quesiti con risposta multipla, che di fatto contraddice la volontà di valorizzare la professionalità più volte annunciata dall’amministrazione regionale. Questo esame vale 20 punti, mentre l’anzianità ne vale al massimo 10: la proporzione è sbilanciata ed è evidente che chiunque ottenesse un buon risultato nella prova selettiva, anche con poca esperienza, avrebbe buone chances di portar via il posto a un precario di lunga data”.
“Inoltre – ha aggiunto – non si capisce perché il personale che ha già affrontato più prove di concorso negli anni, a volte anche per accedere a un posto a tempo indeterminato, debba sostenere un altro esame per essere riassunto dalla Società dei Servizi Valle d’Aosta“.
Rinnovando alla Regione la richiesta di “ripensare a una selezione per soli titoli, come già analogamente previsto per gli operai forestali ed edili”, la Cgil ha iniziato a ragionare sulle azioni da intraprendere nell’immediato futuro. Anche se il tempo stringe. “Purtroppo siamo rimasti da soli – ha spiegato Carmela Macheda, segretario regionale della Funzione pubblica CGIL – visto che Savt, Cisl e Uil hanno già firmato l’intesa: forse insieme agli altri sindacati avremmo potuto fare fronte comune”.
Tra le possibili strategie discusse dall’assemblea, si è fatto più volte accenno all’ipotesi di agire per vie legali, attraverso lo strumento del ricorso nei confronti dell’amministrazione regionale. “Al momento stiamo già patrocinando due procedimenti di questo genere – ha precisato Macheda – ma attendiamo la prima sentenza per capire se può essere una strada percorribile anche dagli altri precari interessati: senz’altro il numero delle persone coinvolte è maggiore rispetto al caso del J.B. Festaz e questo elemento potrebbe essere decisivo per un eventuale ripensamento della Giunta e del Presidente Rollandin in merito alla questione”.
